Archivio per la categoria ‘Micro’

La chiusa

Pubblicato: 8 agosto 2017 in Micro

Il breve tratto di strada supera il bosco. Poco a destra la chiusa mura l’acqua nella speranza che la tecnica possa ingannare l’uomo che la guarda perplesso. In realtà per lui è solo una cosa, un corpo estraneo denso. Il viottolo corre ai lati dei tornanti che salgono per superarla. A voler essere precisi si può anche andar su quando il meccanismo è in pausa a vedere il dislivello liquido. Ma anche quello è normalità per lui. Routine il suo riflettere e tutto questo non è novità. È così il sogno. Esattamente a cavallo delle paratie di metallo imbrattate d’alga.
Nel boschetto da lì affiora un campanile bianco. Sembra non avercela fatta la chiesa alla quale apparteneva e solo quel moncone ne rimane, simile all’ultimo anelito prima dell’asfissia. Rimane a guardarlo con cordoglio l’uomo che ha da ripensare a qualcosa che lo ha spinto sino a quella vista impervia. Sui tornanti auto descrivono le curve, iniziando a lumeggiare le rocce ai bordi appiattite dall’imbrunire. Alle sue spalle oltre il diluvio d’acqua delle cascate si arrossa il cielo incerto.
L’attenzione verso l’acqua nel dirupo ossessiona la sua vista. E poco importa se il sogno gli salvera la vita. La propensione al nulla lo coinvolge insieme al volo di un gabbiano in procinto di picchiare.

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Diverso.

Pubblicato: 22 giugno 2017 in Micro

Il più delle volte entrava e non aveva niente da dire. Stazionava davanti al bancone estrocendo saluti e sorrisi ai clienti. Ma quel giorno no, quel giorno lui aveva qualcosa da riferire. Passò dietro il bancone e accostando le labbra all’orecchio di Aristide pronunciò poche e malferme parole. Il bottegaio annuì perché sapeva che di più non poteva sperare da quella bocca sanguinante. Gli diede due fogli di scottex per ripulirsi, asciugò le mani unte sul grembiule, poggiò sul piano il coltellaccio e lo seguì fuori.
Rientrarono dopo poco. Lui rideva incurante del dente rotto e il bottegaio, accarezzandogli la testa, avvertì un dolore sordo alla mano. Fuori l’idiota che lo aveva spinto a terra si tastava il volto arrossato di ceffoni.
Per tanti mesi il ragazzo per fortuna non parlò più.

Madre e figlia

Pubblicato: 20 giugno 2017 in Micro

Le vedi madre e figlia procedere una avanti all’altra. Due istanti separati di una stessa vita. Simili in volto e movenze, ma con fisici e tacchi distanti anni.
Transitano con in mente un identico pensiero e a questo rivolgono attenzione. Non a me celato dal cruscotto che ne avverto solo l’eco, trasmessa dal vetro imperlato di gocce di pioggia secche. Mai avremo da conoscerci e questo è un bene, sebbene in comune abbiamo questo punto d’intersezione temporanea dei nostri sistemi vitali.
Con movimento netto sulla leva del cambio mi riavvio. Loro, ignare di me, si dileguano in una via secondaria. Domani ne avrò perso meccanicamente memoria.

Quanto tempo

Pubblicato: 19 giugno 2017 in Micro

Quanto tempo! Troppo tempo.
So che ho preferito andar via dal mondo, sparire. Lasciar andare le mie giornate in modi assurdi. Eppure sono sempre rimasto qui. Giungevo a due passi dalla felicità e poi mi ritraevo. Avevo una mano da tendere, ma la tenevo ben in tasca per non sfiorare la tua.
Ora che stremato chiedo asilo, spero che mi osservi come facevi una volta. E come allora mi conceda ancora una storia, una delle mie. Una di quelle che iniziano con “quanto tempo!“