Archivio per la categoria ‘Micro’

Diverso.

Pubblicato: 22 giugno 2017 in Micro

Il più delle volte entrava e non aveva niente da dire. Stazionava davanti al bancone estrocendo saluti e sorrisi ai clienti. Ma quel giorno no, quel giorno lui aveva qualcosa da riferire. Passò dietro il bancone e accostando le labbra all’orecchio di Aristide pronunciò poche e malferme parole. Il bottegaio annuì perché sapeva che di più non poteva sperare da quella bocca sanguinante. Gli diede due fogli di scottex per ripulirsi, asciugò le mani unte sul grembiule, poggiò sul piano il coltellaccio e lo seguì fuori.
Rientrarono dopo poco. Lui rideva incurante del dente rotto e il bottegaio, accarezzandogli la testa, avvertì un dolore sordo alla mano. Fuori l’idiota che lo aveva spinto a terra si tastava il volto arrossato di ceffoni.
Per tanti mesi il ragazzo per fortuna non parlò più.

Madre e figlia

Pubblicato: 20 giugno 2017 in Micro

Le vedi madre e figlia procedere una avanti all’altra. Due istanti separati di una stessa vita. Simili in volto e movenze, ma con fisici e tacchi distanti anni.
Transitano con in mente un identico pensiero e a questo rivolgono attenzione. Non a me celato dal cruscotto che ne avverto solo l’eco, trasmessa dal vetro imperlato di gocce di pioggia secche. Mai avremo da conoscerci e questo è un bene, sebbene in comune abbiamo questo punto d’intersezione temporanea dei nostri sistemi vitali.
Con movimento netto sulla leva del cambio mi riavvio. Loro, ignare di me, si dileguano in una via secondaria. Domani ne avrò perso meccanicamente memoria.

Quanto tempo

Pubblicato: 19 giugno 2017 in Micro

Quanto tempo! Troppo tempo.
So che ho preferito andar via dal mondo, sparire. Lasciar andare le mie giornate in modi assurdi. Eppure sono sempre rimasto qui. Giungevo a due passi dalla felicità e poi mi ritraevo. Avevo una mano da tendere, ma la tenevo ben in tasca per non sfiorare la tua.
Ora che stremato chiedo asilo, spero che mi osservi come facevi una volta. E come allora mi conceda ancora una storia, una delle mie. Una di quelle che iniziano con “quanto tempo!“

Il negozio di Prat

Pubblicato: 13 giugno 2017 in Micro

Il negozio di Prat è in una stradina perpendicolare al viale. D’estate, sin da bambina, ci passavo con te e la mamma. Poi accade che si cresce, che si dimentichino i posti e i toni di voce. Accade tutto mentre scuoti il capo nei tanti no che ti salvano. 

Oggi, transitando con le borse della spesa, ho rivisto la stradina e l’insegna sbiadita di Prat. Svoltando quasi senza pensare, sono arrivata sin sulla soglia di quel buco di negozio. Non sono entrata però. Non so perché o cosa mi ha fermato. Forse sono proprio i luoghi che più abbiamo amato che dobbiamo trascurare. Lasciarli deperire nell’oblio per mantenerli intatti nei ricordi di bambina.

Il negozio di Prat, chiuso e pieno di polvere, un giorno verrà demolito. Cancellato definitivamente dalla storia del mondo. Se rimarrà intatto in qualche memoria di bimbo allora sopravviverà fantasma ancora per un po’.

Poi come ogni viso conosciuto, e come quelli ignoti, svanirà ignaro di aver mai vissuto.