Archivio per la categoria ‘Micro’

Occhiali da sole

Pubblicato: 23 maggio 2017 in Micro

Per fortuna che ci sono gli occhiali da sole. E le parole. Da piccolo non ne spendevo molte, ma ogni primavera passavamo dalla farmacia dove lavorava mia zia per comprare gli occhiali nuovi. Quelli di marca, buoni a non rovinar gli occhi, i più scuri possibili, perché gli occhi servono tutta una vita e il sole da noi acceca, anche d’inverno. 

Poi finisce che impari a starci dietro, protetto. Osservi le donne alleggerire gli abiti e scoprirsi quando fa caldo. Di nascosto. Impari a dissimulare, a estraniarti. Fingi, impassibile e duro come i maschi, quelli veri, quelli dei silenzi. 

Già, le parole! Nate dietro il vetro scuro delle lenti, protette, e un giorno lanciate in aria per ricadere su una terra sterile. Faranno frutto? dovevo chiedermi prima di inforcare un nuovo paio di occhiali bui. Ma che lo facciano o meno, adesso, devo appigliarmi a questo per fingere. Cosa? Fingere e basta.

Ma non c’è sole qui e persino le parole stanno in un angolo, con pazienza, ad attendere l’alito di vento tra una tempesta e l’altra.

Identità

Pubblicato: 2 maggio 2017 in Micro

Cosa volete ch’io sia signora?
Un santo, un pirata, un ballerino, un filosofo, un poeta?
Oppure un drago, una chimera, un matematico, un marinaio?
O un fine intenditor di vini, un ladro?
Un maniaco pericoloso, un generale, un senzatetto, un agricoltore?
Solo una cosa spero non chiediate, che sia realmente io, perché questo ahimè non saprei più come interpretare.

Le Rane.

Pubblicato: 27 aprile 2017 in Micro

Nubi nere e argento promettono pioggia sull’arrivar della sera. La strada sale, curvando tra i filari di oleandri. Geremia guarda, osserva uno a uno i piccoli massi sul ciglio della strada: pietre su alcuni lati aguzze, versioni odierne di lance preistoriche abbandonate in fretta da avi impauriti. Seguendo il percorso si passa la casa di mattoni rossi assediata dall’edera e si prosegue per altri venti o trenta passi sino alla vasca ricolma d’acqua piovana. Geremia siede su un muretto basso e comincia a ricordare il cielo di vent’anni prima, ugualmente nero e argento di pioggia. Sa che arrivare sin là era ciò che andava fatto. Sceglie una pietra il più possibile piatta e tenta, quasi fosse bambino, di beccare le rane con un solo rimbalzo.
Lento un brano di luna si affaccia dalle nubi e luce metallica sovrappone ai cerchi concentrici nell’acqua.

La Pianista

Pubblicato: 26 aprile 2017 in Micro

Lei entra calcando il piccolo palco di tavole scure. Sfiora con i piedi e scricchiola il fasciame di questo naviglio in rotta verso gli sguardi e i respiri del pubblico. Un colpo discreto di tosse, un sistemarsi sulla poltrona in terza fila, un brivido sulla mia pelle. Le mani che carezzano i tasti avorio ed ebano, le corde che vibrano aggraziate, i capelli ribelli accomodati in una coda sulle spalle nude.
Quando ascolto l’ultima nota affievolirsi dell’aria rarefatta e tesa non ho più respiro, solo pianto deglutito per pudore, tremore e spasmi di vita.