Torneranno i cinema all’aperto

Pubblicato: 19 aprile 2020 in Uncategorized

https://bistrotapigalle.wordpress.com/2020/04/19/torneranno-i-cinema-allaperto/

Questo è il mio contributo a Caffè Letterario di aprile.

Ma non solo. Questo racconto è in connessione con un’altra narrazione. La storia di due ragazzi. Sempre protagonisti della pandemia. Una storia raccontata tra parole e musica nel programma radio che conduco su Libertalia Radio.
Il programma si chiama Electric Fields e va in onda tutte le domeniche alle 22 e in replica tutti i mercoledì alle 18.
Ha anche una versione in inglese condotta da mia figlia Bianca il martedì alle 15 e il lunedì in replica alle 20.
Il tema di questa domenica sono gli Ipertesti. Un pretesto quello di usare la tecnologia per parlare del nostro mondo e di quello futuro. Per averne meno paura e per provare a mutarlo, renderlo più umano invece di più meccanico.
Questa sera come dicevo due ragazzi si incroceranno con i protagonisti del racconto del Caffè Letterario. Perché oggi più che mai abbiamo bisogno di capire cosa ne faremo dei nostri corpi.

La trasmissione si segue sul player accessibile dal sito della web radio Libertalia Radio o direttamente dal link al server torontocast.

Se poi volete interagire su Facebook potete usare il Gruppo di Libertalia Radio.

Il gruppo della trasmissione è invece questo Electric Fields per contributi extra e approfondimenti.

Vi aspetto.

Electric Fields su Libertalia Radio

Pubblicato: 31 gennaio 2020 in Uncategorized

Domenica parte l’avventura di Electric Fields, la nuova striscia di Libertalia Radio sul nostro contraddittorio rapporto con il futuro.In questa che è la puntata 0 controlleremo se tutto è a posto, se la macchina ha l’olio e il pieno. E se le ruote sono gonfie. Questo è un viaggio e deve essere tutto in ordine prima di partire.
Faremo un sound check alla radio. La nostra bella autoradio che su questa vettura, elettrica ovviamente, proverà a tenerci svegli durante il viaggio e con gli occhi ben aperti per cogliere i segnali che ci arrivano dal mondo esterno. A guidare ci penserà una IA e il navigatore di Google, non preoccupatevi.
Il tema di questa prova generale sarà l’origine di questo format: vi rivelerò cosa accadde di illuminante a Sanremo nel 1986 e cosa racconterò nelle prossime settimane dai microfoni di Libertalia Radio. Perché di un racconto in fondo si tratta, un lungo racconto in piccole dosi.
La musica sarà un po’ diversa dal solito e spero che vi faccia scoprire nuovi territori sonori. Ma di una cosa sono sicuro: ci dirà molto del nostro presente e di dove stiamo andando, perché molto di quello che ci accadrà, nella musica è probabilmente già avvenuto.
Così spero che alla fine del ciclo di trasmissioni più che paura del futuro, avrete voglia di scrivere una canzone insieme a un algoritmo e di ballarla con Alexa, in qualsiasi forma vi troverete a esistere su questo strano pianeta. Mandate in discarica le vostre certezze novecentesche e mutate, mutate, mutate. Perché io in mutanti proverò a trasformarvi.
In questo viaggio-racconto mi aiuterà mia figlia Bianca che il martedì replicherà la puntata in inglese. Proveremo con questo esperimento a oltrepassare i confini italiani e un po’ a demolire i muri che gli umani vorrebbero costruirci intorno. 
Sul gruppo facebook di Electric Fields, se volete, possiamo raccogliere le idee, per esempio iniziando a raccontarci cosa vogliamo e cosa ci spaventa davvero del futuro e delle nuove tecnologie. Magari mi darete spunti per costruire le puntate nuove o semplicemente sfogherete qualche ansia di troppo.
È da quanto siamo usciti dalle caverne che abbiamo iniziato a cambiare la natura nostra e del pianeta, non vedo perché giusto ora dovremmo allontanarci da questa strada maestra. E soprattutto dove dovremmo rintanarci per evitare di essere raggiunti e sopraffatti.
Tutte le notizie utili per la Radio li trovate sul nostro sito Libertalia Radio
In particolare sulla pagina della trasmissione trovate orari e qualche gadget con il quale proveremo a giocare durante la settimana.
Il gruppo su cui seguire la radio è Gruppo di Libertaria Radio.
Che altro dire, vi aspetto domenica sera dalle 22 libertali, così vi racconto come funziona il giocattolo nuovo. Magari vi piace e lo ordinate anche per voi su Wish.
🙏 Sayonara

Saremo ancora qui

Pubblicato: 23 dicembre 2019 in Micro, Uncategorized

Enrique y Marion

Foto Flickr:https://flic.kr/p/6xi76R

Saremo ancora qui, tra anni, secoli, eoni. Saremo su queste spiagge, probabilmente erose dai mari. E avremo forme e pensieri nuovi, che guardano tramonti incandescenti di vento caldo.

Non si dirà mai che siamo esuli di mondi lontani. Proveremo a sistemare le cose, io e te. Faremo fatica, ma questo ci accompagnerà e sarà un tango, un lento passo, una parada. Difenderemo il tempo che ci lasceranno e quello che avremo sarà bellissimo, seppur stanco e indaffarato. Un muoversi incerto e barcollante di chi si avvicina e si allontana.

Saremo noi, in fondo, semplici uomini e donne di questa progenie. Saremo piccoli passi su un litorale e niente di più. Questo saremo almeno finché io sarò.

La riga a terra

Pubblicato: 1 agosto 2019 in Uncategorized

Ora non saprei dire chi è stato il primo. Se era a destra o sinistra. Al centro. In difesa o in attacco. Se lo conoscevamo o no.C’è che però a un tratto è arrivato e ha fatto quella riga a terra. Come se fosse un arbitro a segnare la distanza. Ma un arbitro non era. 

Un arbitro è lì per stabilire la regola, poi tutti si gioca con quella. Chi vince e chi perde abniamo tutti la stessa regola.

Ma no, non era un arbitro e noi ci siamo fatti fregare. Perché c’è scritto su tutti i sussidiari che la riga a terra, dopo poco, si dissolve e ritorna a luccicare il verde dell’erba del campo, unico campo con unica regola, per tutti uguale, a prescindere dal colore della maglia. 

E c’era pure scritto che se uno rimane con in testa quella riga a terra, se uno pensa che quella riga non evapora quasi subito, se ci crede a questa roba, allora il gioco è finito. Si sta fermi per sempre e nei libri c’è scritto che finisce male.

Ma noi niente, ci siamo fatti fregare e lo sapevamo che ci stavamo facendo fregare.

Noi di qua, voi di là. La riga è rimasta indelebile ed è l’arbitro che è evaporato. Il gioco ora non ha una regola. Noi vogliamo vincere, voi volete vincere. Non si può neppure pareggiare.

E ci guardiamo in cagnesco. Chi siamo noi e chi siete voi? Non importa. E neanche si può più cambiare squadra. Che ne so un prestito, un contratto nuovo. Vediamo volti di amici. Addirittura abbiamo giocato insieme. Abbiamo segnato e ci siamo abbracciati. Abbiamo perso e abbiamo pianto insieme.

Prima di quella riga. Quando c’era l’arbitro e il colore delle maglie erano solo un metodo per distinguerci, altrimenti si vedeva che eravamo tutti uguali. Ma ora quella riga a terra: noi che siamo noi, voi che non siete noi. Siete contro di noi. A che gioco? E che ne sappiamo che non c’è neppure l’arbitro per chiedere.

E la palla? Di chi è la palla? Prima era di tutti. La prendevamo a calci uno alla volta. Ora è nostra e non la potete calciare. E voi pensate che è vostra e non la possiamo calciare. E infatti non si gioca. Non si può giocare con la riga a terra indelebile e l’arbitro evaporato e una sola palla che gli altri non possono calciare.

Noi e voi. Dalle due parti della riga. Sotto il sole. Fermi. Come la palla, inutile e ferma.

Ci guardiamo male. Anche gli amici di un tempo. Anche i padri e i figli. Ci siamo ritrovati così dalle due parti, con le due maglie, per caso o per volontà. 

Siamo fermi, ma sui libri di scuola c’è scritto che prima o poi qualcuno, noi, voi; qualcuno, farà un gesto venuto male o voluto male. E allora accadrà di nuovo. Gente che prima si abbracciava proverà a strozzarsi. I figli prenderanno a pietrate i padri. E alla fine non ci sarà vittoria e vinti. Neanche pareggi.

La palla sarà persa. L’arbitro dimenticato. La linea a terra inutile per definire una distanza, una regola. Che nessuno ha più rispettato. Né noi, né voi. 

La guerra non si gioca con la palla. O con le regole. E non ci sono righe e distanze.

Non ci sono amici, o figli e famiglie. E non c’è dio. Perché se dio esiste allora era l’arbitro che abbia fatto evaporare al posto della riga. 

Questo abbiamo fatto. Noi e voi.

🙏 Sayonara