Pubblicato: 3 ottobre 2021 in Uncategorized

Questa sera riparte Electric Fields che in questa stagione sarà Lettere da Asgard.

Alle 22 vi aspetto su Libertalia Radio

Per ascoltare potete usare i seguenti links:

– connessioni veloci: https://larry.torontocast.com:1385/stream

– connessioni lente: https://larry.torontocast.com:1375/stream

Vi ricordo la pagina Facebook del Gruppo di Libertalia Radio per interagire.

Replica di Tango su Libertalia Radio

Pubblicato: 25 settembre 2021 in Uncategorized

Oggi è ricominciata la scuola di tango che avevo interrotto per la pandemia.
E sarà per questo o perché domenica 3 ottobre riparte Electric Fields (e magari serve oliare i meccanismi), domani 26 settembre trasmetterò la replica dello speciale Tango della stagione scorsa.
E in fondo ha molto delle Lettere da Asgard.

Per chi vuole ascoltare dalle 22, questi i link diretti.

Best Quality (192kbps): https://larry.torontocast.com:1385/stream

Slow connection (64kbps): https://larry.torontocast.com:1375/stream

Formiche per Baricco

Pubblicato: 18 settembre 2021 in Uncategorized

La chiglia che abbiamo costruito

«Stiamo in bilico tra una intelligenza scaduta e un’altra ancora non adulta, che tarda ad arrivare. Anche per questo, oggi, la scelta sul vaccino sta assumendo questi toni drammatici: casca in pieno nel ben mezzo di un solenne crepuscolo degli dei, e diventa così, immediatamente, scena madre di un finale tragico. Difficile mantenere lucidità e misura»

https://www.ilpost.it/2021/09/17/vaccini-green-pass-baricco/

Le formiche Alessandro. Il problema è che non siamo formiche.
Questo virus prospera nelle specie sociali come quella umana. Lascia abbastanza in pace più dell’80% della popolazione. Il resto lo becca forte e una piccola percentuale li porta alla morte. Fossimo formiche o qualche altro animale non ci sarebbe neanche da preoccuparsi tanto. Perdere 10-15% della popolazione non è una grande notizia. Per dire se c’è un telegiornale del formicaio neanche ne parla. Poi alla fine se il problema è più vasto ogni formica ha un protocollo che mette in pratica senza nemmeno pensarci. Il formicaio in quel caso si comporta come un unico organismo e se per bloccare il patogeno si devono sacrificare un milione di formiche, quelle si mettono in fila e vanno a morire per i fatti loro. Non devi fare nessun decreto, la tv delle formiche accenna in un necrologio di un paio di loro più in vista, poi pubblicità e il varietà della sera.
C’è però il fatto che noi umani siamo organizzati per agire contronatura. C’è una bella affermazione di una antropologa che dice che la prima evidenza di civiltà umana è legata alle ossa rotte e sanate negli scheletri fossili. Sì perché secondo natura, se ti rompi un braccio o una gamba, rimani in un posto da solo, non puoi procurarti il cibo e se passa di lì un lupo ti si pappa e amen. Noi invece abbiamo capito che era meglio curarlo il tipo con il braccio rotto, perché il giorno che me lo rompo io quello mi curerà e tutti insieme riusciamo a spuntare un bel po’ di anni in più. Funziona così e abbiamo costruito chiglie e navi bellissime grazie a gente con le braccia riparate dopo una caduta.
Ora questo virus qui, prende una piccola percentuale di umani e gli devasta i polmoni. Solo che piccola percentuale moltiplicata per tanta popolazione continua a fare un sacco di gente. E alla fine non sarebbe neppure questo il problema. Ma che di motivi per avere i polmoni in panne ne esistono tanti altri. Tipo che hai un incidente in auto o che ti viene un accidente. E allora quando di questi polmoni artificiali non ne hai a sufficienza è un guaio.
Questa cosa orrenda del green pass serve a questo e a nient’altro. Visto che nel bene e nel male non siamo formiche e per motivi vari (e per me francamente incomprensibili, ma io nutro dubbi a valanga anche sulle mie scelte) una parte importante della popolazione non vuole seguire il protocollo di comportamento che le evidenze scientifiche hanno dato, cosa deve fare il comandante della nave?
Se non fa niente prima o poi qualcuno dovrà scegliere chi provare a curare e chi lasciar morire. Se limita la nostra socialità devasta l’essenza umana. Se limita la libertà di scelta compie un oltraggio alla democrazia (ma magari convince qualcuno ad accettare il famoso protocollo).
Insomma questa storia qua ci sta spiegando bene che rapportarsi con la complessità della natura (il virus, il cambiamento climatico, l’ingegneria genetica, l’intelligenza artificiale, etc.) pone domande alla nostra democrazia di un livello molto elevato. Tanto elevato che rende insopportabile quello che con colpevole disprezzo chiamiamo ignoranza. Ma che è l’incapacità di vedere almeno una parte della complessità e operare scelte critiche congrue. In questi anni mi pare che tutte le parti politiche hanno sfruttato questa incapacità diffondendola e supportandola. E quindi ora che è controproducente ci viene contro la marea della dittatura sanitaria e amenità varie.
Andare contronatura (si capisce che dieci percento di perdite in una specie pure dominante dal punto di vista della natura è addirittura una roba utile. Fa spazio e toglie vecchi e deboli dalle scatole) necessita di intelligenza diffusa e capace di leggere la complessità di fenomeni per i quali non si può continuare a discutere all’infinito. Se vien giù acqua dal cielo non si può discutere se è vero o se è la signora del secondo piano che innaffia o se l’acqua esiste o se è una simulazione alla matrix. Alla fine abbiamo inventato gli ombrelli per questo.
Solo un appunto al comandate: capisco che nei consigli d’amministrazione funziona così, ma mi permetta di dire che avrebbe dovuto parlare all’equipaggio per dire che questa cosa qui era un oltraggio alle nostre idee di libero arbitrio, che ci piange il cuore e non dormiamo per i dubbi. Ma che con la natura non ci puoi ragionare. E che in fin dei conti è una bella cosa non essere formiche.

🙏 Sayonara

Riverside

Pubblicato: 15 settembre 2021 in Uncategorized

Il racconto di settembre su Caffè Letterario

Caffè Letterario

Snuff sporse appena il muso oltre la finestra della cucina per annusare l’aria. A terra piccole pozze ricordavano la pioggia della notte e riflettevano gli sbuffi bianchi delle nuvole. Alzando la testa osservò i tanti squarci di cielo azzurro intenso apparire e sparire veloci tra le nubi chiare e scure che si rincorrevano spinte dai venti in quota.
Timida tentò due passi fuori, fermandosi per qualche attimo vicina alla grande pianta di gerani. Girando la testa verso la casa osservò le sue orme umide disegnate sul cotto bagnato all’ingresso. Due tortore improvvisamente scossero i rami del grande albero all’ingresso prendendo fragorosamente il volo. Snuff le seguì attenta allertata dal rumore, ma subito tranquillizzata dal loro veloce allontanarsi.
Trotterellò sino alla staccionata d’ingresso, provando a riconoscere da dove arrivava l’odore di bagno schiuma. Un po’ confusa girò due volte intorno alla quercia trovando solo un sentore del passaggio degli umani. Eppure…

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