La realtà prossima (s)ventura

Pubblicato: 17 febbraio 2022 in Uncategorized

These Wounds won't seem to heal, This Pain is just too real, There's just too much, That Time cannot erase...
Foto Flickr: https://flic.kr/p/AgPiLL

Da qualche mese ho sottoscritto l’abbonamento a Il Post. Ne apprezzo lo stile e trovo spesso ariticoli in sintonia con il mio pensiero, e anche posizioni che non condivido ma che fanno riflettere.
C’è questo pezzo su Drusilla Foer che vorrei farvi leggere.
A parte il discorso sull’inversione tra realtà e finzione, che ho già notato a Sanremo (non ho visto ancora il monologo, poi alla fine spiego perché), volevo provare a dire due cose.
Ci siamo abituati a leggere le persone tramite i profili social, nel bene e nel male. E questo è secondo me talmente entrato nel nostro modo di relazionarci che non distinguiamo più la persona dal personaggio.
Il caso Drusilla mostra come la mancata distinzione tra l’attore e il personaggio inventato è svanita. Il personaggio è una persona e la commozione è vera, tanto che la catarsi nel guardarsi dentro citata nell’articolo forse c’è davvero, solo che a guardarsi dentro si trova il nostro personaggio che ha sostiutito la nostra persona.
Lo dico solo per iniziare a riflettere sul fatto che la stessa logica di realtà si è già trasformata. La realtà già ora è il copione che noi personaggi recitiamo muovendo la persona che li interpreta. E questo con buona pace di chi avverte il pericolo di un metaverso prossimo venturo.

A proposito il monologo continuo a non volerlo vedere perché è l’ottima performance di un personaggio scritta da chi difficilmente conosce cosa significhi sentirsi prigionieri in un corpo non proprio. Sarà interessante, ma un trans per dire probabilmente sarebbe meno politically correct e cozzerebbe con la tranquillizzante realtà raccontata. Tant’è che nella parodia di Zalone ci siamo sentiti offesi: che sia quello stereotipo troppo simile al personaggio del trans che abbiamo chiuso a chiave in una stanza per tranquillizzarci la realtà?
Così come un malato grave avrebbe tanto da dire sui tecnicismi legali del fine vita. Apparati che servono a tutelare tutti attenzione, ma che vengono usati in recite d’oratorio e su questo chissà se c’è un Gori che si inventa una realtà digeribile e asettica.

🙏 Sayonara

commenti
  1. tonyborghesi2005 ha detto:

    Zuckerberg col suo Meta ha già cominciato. Per il momento solo USA e Canada ma prima o poi ci saremo in pieno anche noi. A proposito c’è già una causa contro un avatar che ne ha molestato un altro sessualmente. D’ora in poi tra gli avatar ci debbono essere almeno cinque metri di distanza.

  2. maxilpoeta ha detto:

    non conosco la rivista di cui parli, ma condivido le tue opinioni riguardo la libertà di espressione. In questa edizione di Sanremo forse c’è stato quasi troppo a mio avviso, della serie va bene accettare le differenze, ma far vedere che il 70% dei cantanti in gara fosse più donna che uomo a mio avviso non rappresenta la stragrande maggioranza dell’Italia, ma questa è solo una mia opinione, molto personale, non vorrei offendere nessuno sia inteso. L’ho vista più una cosa per attirare audience e visti gli ascolti direi che ci sono riusciti…

    • Marco Camalleri ha detto:

      Di sicuro non mi sono espresso chiaramente nel post, perché il mio parere è molto diverso. La libertà assoluta di espressione è il mio minimo sindacale. E avendo figli giovani vedo che la fluidità che ti lascia perplesso è esattamente il codice che percepiscono come normale. L’audience giovane la trovo legata a questo ovvero che finalmente trovano il mondo per com’è e non è un problema di percentuali, ma appunto di libertà della persona. Infine io avrei portato sul palco chi in quanto trans ha problemi enormi spiccioli come fare la spesa senza essere additata o trovare un lavoro normale senza essere discriminata. Drusilla in quanto personaggio tranquillizza chi sa al supermercato va l’attore e in tanti gli chiederanno un selfie.

  3. newwhitebear ha detto:

    non ho visto Sanremo, questo o sai, non ho ascoltato il monologo e prima di qualche settimana fa ignoravo il personaggio e l’attore che lo impersona.

  4. gaberricci ha detto:

    Condivido in tutto e per tutto la tua riflessione su persona e personaggio: ne ho scritto anche io, e personalmente ritengo che quella di aver reso indistinguibili persona e personaggio sia la vera caratteristica che differenzia persona e personaggio.

    Sul secondo punto, be’: veramente vogliamo attenderci che uno show come Sanremo (ed uno come Amadeus) faccia qualcosa di diverso, che normalizzare un conflitto?

  5. Personaggio o Realtà? Comunque sia è Verità.
    C’è una bella frase che Boris Vian disse del suo surreale (nonché imperdibile) romanzo “La schiuma dei giorni” : «Questa storia è totalmente vera, perché io me la son inventata da capo a piedi.»

    Interessante come sempre il buon Diego Passoni 🙂

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