Stanchezza

Pubblicato: 22 aprile 2018 in Micro

Stanchezza

Foto flickr di Giovanni Salinardi: https://flic.kr/p/vGTa5b

E così alla fine accostavano e si sfioravano la fronte. C’era stanchezza in quel gesto lieve, un’antica immane stanchezza, come se il mondo l’avessero costruito loro due a mani nude. Prima non doveva esserci stato niente, tutto magma e gas, disordine e inesattezza, poi erano arrivati quei due e in un sol giorno s’erano messi all’opera e avevano sistemato ogni cosa. Avevano inventato tutto, ma proprio tutto, le montagne, il mare, i cieli tempestati di stelle,  le nuvole luminose sul mare, i fiumi, i laghi, ogni singola pietra bella o brutta nei greti, gli alberi, le bestie feroci e quelle mansuete. E anche quel posto con quel rifugio nel punto più alto della scogliera, dove per andarci dovevi rischiare la pelle. Perché alla fine chi ci capitava aveva solo quello di suo, la pelle e basta, puntava i piedi indeciso su quello sperone di roccia e rimaneva a guardare attonito tutta quella esorbitante bellezza. Alle volte c’era tempesta, di quella che ti spruzzava vento e schiuma d’acqua salata in faccia e allora era una benedizione entrare in quella bettola e ascoltare il vento fuori, mentre ti versavano un nuovo giro di rum o chissà che altra diavoleria nei loro improbabili bicchierini di consumata ceramica azzurra. Qualcuno, non importava se bravo o cane, faceva musica, dolce, che teneva compagnia e alle volte faceva venir voglia di piangere, ma di allegria che sapeva di tazze bollenti tenute in mano, davanti a tramonti troppo infuocati, seduti vicini a donne troppo belle con i capelli lunghi tormentati dal vento e voci basse, una tonalità sotto il rumore delle anime perse per sempre su quel pianeta immenso. A tutti in quelle sere sembrava di essere da qualche parte al sicuro, anche se vinti da tremenda, infinita stanchezza. Così ci si adattava a restare lì tutta una notte o anche giorni interi e ogni volta che sorgeva un sole si faceva festa, ci si dava grandi pacche sulle spalle per ricordarsi che c’eravamo da un altro giorno. E si danzava, oh come si danzava, fino a sfinirsi, fino a cadere a terra felici e finalmente stanchi.

commenti
  1. newwhitebear ha detto:

    da un’immagine piena di amore hai ricavato un bel racconto. Complimenti

  2. tonyborghesi2005 ha detto:

    Ordine da annullare. Il colore non è quello che ho tentato di avere.a

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