​Arrivano le elezioni e non so che mettere.

Pubblicato: 2 settembre 2017 in Opinioni

Onestamente la destra non l’ho mai realmente compresa. Nel senso che la conservazione non fa parte del mio modo di vedere. C’è sempre un futuro e nel mio DNA c’è la sua ricerca.
Del fascismo non ne parlo perché non è stata mai una idea e oggi è simile alle teorie politiche di Tutankhamon. Appartiene a un secolo lontano e improponibile. La domanda reale da fare a FN e affini è: ma di preciso voi che volete in questi tempi?

Di mio vestirei radicale, ma è il liberismo che non mi dona. Ci somiglia alla libertà, da lontano. Avvicinandosi c’è il golem del dio mercato che mi turba. Mi appare come il revival della selezione darwiniana ridisegnata per i finanzieri cannibali. L’idea libertaria, quella sì, mi è molto consona e mi richiama l’utopia anarchica di un lucente elitarismo. E comunque i radicali mi sembrano non pervenuti tra i votabili.

Il 5S ha fallito tutto il fallibile. Non ha una idea. Peccato, perché aveva posto probabilmente, senza accorgersene, i temi del secolo: sistema partecipativo, rivoluzione web, ridistribuzione del reddito, scomparsa del lavoro. Ma perso Casaleggio, seppur piuttosto debole come ideologo, e si è spento in un nulla fatto di siparietti da avanspettacolo. E dire che lo aveva il tempo di generare una ideologia sua, ma per farlo aveva bisogno di cultura, di una elite mai pervenuta. E velocemente è scaduto in un vuoto spinto fascista e pure scurrile.

La sinistra dovrebbe essere la mia casa. Ovviamente non quella del secolo scorso antagonista del capitalismo per il controllo delle leve dei mercati. È per me l’idea del progresso, del pensare il mondo nuovo e generare le utopie necessarie. Non ha compreso che parte del voto 5S e del non voto era una richiesta di battere un colpo. Si chiedeva questo, invano.

Ci sarebbero poi i segnali sporadici delle esperienze di amministrazione locale da amplificare e strutturare. Ok qualcosina è ancora spendibile per le regionali. Ma oltre, bisogna mettere sul campo politiche di respiro europeo e visioni ben più generali.

Onestamente mi sento a disagio anche a non votare e non vedo un meno peggio. E ho pure l’impressione di non essere così solo. C’è uno spazio per definire una idea nuova sui temi di questo secolo e non su poltrone e singoli ridicoli poteri. Però questo spazio rimane vuoto. Probabilmente è il ritmo della finanza imbambolata sulla ricerca della crescita immaginaria, quello stesso meccanismo inceppato che oblitera ogni ragionamento su  visioni di sistema e utopie in funzione del ritorno immediato dell’investimento. Paradossale la celebrazione dei dati sugli occupati a fronte di una disoccupazione giovanile assurda. Questo avvolge tutto di una patina di rassegnazione forse. Perché in quel vuoto le idee e le soluzioni potrebbero prevedere cambi radicali di modi di vita e di valori. Tutti discorsi non compatibili con le tempistiche della presunta politica occidentale. Tutto e subito per non avere nulla mai.

🙏 Sayonara

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commenti
  1. tonyborghesi2005 ha detto:

    Mi piace davvero

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