La chiusa

Pubblicato: 8 agosto 2017 in Micro

Il breve tratto di strada supera il bosco. Poco a destra la chiusa mura l’acqua nella speranza che la tecnica possa ingannare l’uomo che la guarda perplesso. In realtà per lui è solo una cosa, un corpo estraneo denso. Il viottolo corre ai lati dei tornanti che salgono per superarla. A voler essere precisi si può anche andar su quando il meccanismo è in pausa a vedere il dislivello liquido. Ma anche quello è normalità per lui. Routine il suo riflettere e tutto questo non è novità. È così il sogno. Esattamente a cavallo delle paratie di metallo imbrattate d’alga.
Nel boschetto da lì affiora un campanile bianco. Sembra non avercela fatta la chiesa alla quale apparteneva e solo quel moncone ne rimane, simile all’ultimo anelito prima dell’asfissia. Rimane a guardarlo con cordoglio l’uomo che ha da ripensare a qualcosa che lo ha spinto sino a quella vista impervia. Sui tornanti auto descrivono le curve, iniziando a lumeggiare le rocce ai bordi appiattite dall’imbrunire. Alle sue spalle oltre il diluvio d’acqua delle cascate si arrossa il cielo incerto.
L’attenzione verso l’acqua nel dirupo ossessiona la sua vista. E poco importa se il sogno gli salvera la vita. La propensione al nulla lo coinvolge insieme al volo di un gabbiano in procinto di picchiare.

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commenti
  1. tonyborghesi2005 ha detto:

    Mi metti a posto quei due tornati che senza “n” ti buttano fuori strada? Ciao Marco

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