La fine di Jack e altre cose (7)

Pubblicato: 2 giugno 2016 in La fine di Jack

Piano piano il sole illuminò una a una le vie della cittadina. Qualcuno iniziava a lasciare le case per far partire la vita normale. Eppure di normale questa mattina non aveva molto. Fino alle nove circa nessuno notò che era un giorno strano, ma si sa, in un mondo piccolo come quello, la scomparsa improvvisa di una persona è difficile da nascondere. E la gente dalle nove in poi iniziò a farsi domande su cosa diavolo stesse accadendo.Fu Eveline a dare il primo allarme la mattina presto scampanellando alla porta di casa di Paul. Sara con un viso stanco e provato dalla notte quasi insonne le aprì e quasi non credeva alle sue orecchie.

«A me chiedi di Paolo? Non siete stati in giro insieme a cercare quell’ubriacone di tuo marito?»

«Jack? Ma se dormiva tranquillo nel suo letto! Io l’ho chiamato ieri sera per spostare la scrofa che era crepata, ma dopo mezz’ora era già andato via. E son qua che avevamo appuntamento per seppellirla da qualche parte prima che puzzi.»

Sara continuava a pensare a uno scherzo, ma due ore dopo di Paolo nessuna notizia.

Poi fu la volta della signora Di Liberto, l’avvenente infermiera del dottore. La casa di Gianni era vuota e lo studio ancora chiuso con le solite tre beghine in perenne lite per la fila dietro la porta. Che Gianni avesse un debole per le scappatelle notturne lo sapeva molto bene, ma in nessun caso l’attività sessual ricreativa aveva mai influenzato di un minuto la sua puntualità. Dopo il primo stupore, la signora Di Liberto finse di ricordare che forse sì, il dottore aveva detto che sarebbe mancato per qualche giorno.

«Che testa! Sì, mi pare che dovesse sbrigare faccende importanti in città. Se sono robe urgenti chiamo la sostituta. È che mi sono scordata di mettere il cartello fuori. Certo!»

Le tre beghine, stabilito che la faccia rassicurante della signora Di Liberto non era convincente e che qualcuna del paese era implicata in quell’improvviso impegno, si diressero alla chiesa per riferire a don Mariano. Al terzo scampanellio dalla finestra laterale si affacciò il sagrestano che fece segno di entrare. Anche lui aveva una faccia che era tutto un programma.

«Non lo trovo da nessuna parte!»

«E sarà andato da qualche parte! Lo aspettiamo qui.»

Il sagrestano era comunque perplesso.

«Stamattina doveva dir messa presto e mi aveva chiesto di svegliarlo. In camera sua c’è ancora la tonaca e nello studio solo un libro aperto sul tavolino. A meno che non sia in giro con il pigiama, deve essere qui da qualche parte.»

Quale fosse poi quella parte era tutto da capire, visto che l’appartamentino ero un buco di due stanze.

A mezzogiorno la gente aveva già speso tutte le possibili ipotesi su tutte le sparizioni del giorno, in primis quella incredibile del prelato. In quella bolgia di illazioni ovviamente nessuno ebbe ad accorgersi di due altre assenze: Jack e Fifì.

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commenti
  1. newwhitebear ha detto:

    Colpo di scena. Paolo è sparito, il dottore pure, il sacerdote anche. Ma Jack è veramente sparito.
    Alla prossima

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