La fine di Jack e altre cose (3)

Pubblicato: 26 maggio 2016 in La fine di Jack

Il campanello destò Eveline al secondo trillo. Lei staccò la testa dal muro e lanciò uno sguardo a quell’affare pendente. Alla porta c’era Paul con la sua giacca verde militare: Eveline lo guardò per un attimo, poi guardò Marty e fece di no con la testa. Disse che no non era roba per bambini quella. Paul la guardò male: che diavolo di arnese aveva in mente di spostare da mettere in pericolo un bambino. Ma Eveline era irremovibile, sulla soglia, nella sua testarda posizione; disse che era meglio per lui tornare a casa e lasciare il bimbo con la madre. Disse di fare presto e di tornare solo. Non voleva perdere altro tempo, Cristo santo. Paul la conosceva da una vita e sapeva che non era possibile farla ragionare, così nonostante il frignare di Marty girò i tacchi e tornò a casa.
Al secondo tentativo, dopo quasi un’ora, era solo. Eveline nel frattempo aveva sistemato la spesa e rassettato la cucina. Ogni tanto, passando davanti la porta aperta, gettava l’occhio dentro a guardare la sagoma scura oscillare, come se una brezza venuta da chissà dove investisse quel povero corpo esanime.
Paul quando lo vide ci rimase quasi secco. Portò una mano alla bocca e provò a dire qualcosa di logico per la situazione. Solo che lui non era uomo di logica, era una bestia da soma buono per i campi e l’unica frase che emise fu una sorta di grugnito di sconforto, misto a un «ma come diavolo ha fatto Jack.»
«Bisogna tirarlo giù», disse Eveline, protestando quando Paul chiese di chiamare qualcuno in aiuto.
«Mannaggia a te Eveline, se lo sgancio da quella trave cade giù come un sacco di noci e si maciulla tutta le ossa.»
«Non se ne parla. Jack non avrebbe voluto pubblicità. Tiralo giù, cosa vuoi che cambino due ossa rotte in più.»
«Se non voleva pubblicità faceva la cortesia di non appendersi per il collo. Siete più testarda del mio mulo Eveline.» E nel frattempo già si era procurato la scala e stava salendo i primi gradini.
Arrivato in cima osservò la scena della testa piegata innaturalmente di lato, i capelli color miele arruffati e sudati, le braccia distese lungo il corpo. Per fortuna non si vedeva la faccia, non che fosse impressionabile Paul, ma il volto, ecco, quello dei morti fin da piccolo lo aveva sempre terrorizzato. Con entrambe le mani provò ad armeggiare con la corda, ma con pochi risultati a parte far oscillare quel pendolo funebre.
«C’è da tagliare Eveline», disse dirigendosi in cucina per cercare un coltellaccio. Poi tornò su e iniziò a sfaldare le fibre della corda. Il tonfo sul pavimento fu sordo e improvviso.
Paul ed Eveline rimasero per un po’ a guardare quel mucchietto d’ossa. C’era qualcosa di religioso nel loro silenzio, una sorta di preghiera assorta.
La prima a riaversi fu Eveline. Il primo a parlare Paul: «e ora?»

Annunci
commenti
  1. newwhitebear ha detto:

    E ora? Serve la quarta parte.
    Certo che Jack non voleva pubblicità ma adesso che si fa?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...