La fine di Jack e altre cose (1)

Pubblicato: 23 maggio 2016 in La fine di Jack

Jack diceva che per le donne è diverso. Diceva che le donne la sfangano se fanno un figlio. Ecco magari ne passano di peggiori, poi zac! ti sparano un marmocchio e allora tutto diventa lineare.
Noi no diceva Jack. Si sta dentro questa farsa. Si recita una parte e tutti si aspettano delle robe che invece si contorcono in continuazione. Altro che vite lineari. Jack diceva che ne aveva voglia di dire basta, fermi. Era uno che voleva solo avere ascolto. E invece niente grande Giove e così iniziò a stare zitto.
Sì, Jack smise pure di parlare. Arrivava al bancone e il ragazzo gli versava il suo solito cicchetto. Jack allora diceva quella cosa sulle donne e basta. Sempre uguale, sempre la stessa. Se la diceva da solo quella cosa. In fondo era un silenzio il suo. Parole in silenzio a ricordarsi che poteva esserci una spiegazione al suo lento crollare. Solo che Jack non la conosceva la sua vita e allora ci girava dentro imbambolato. Sì, aveva la faccia di uno che anche a spiegargli qualcosa ti guardava imbambolato e non capiva.
Jack non capiva e sarebbe stato meglio per tutti che non avesse voluto capire. Perché quando non capisci come accadeva a Jack allora è facile che provi a cercarti un strizzacervelli. E quello avvenne.
Jack due volte a settimana si infilava in quel maledetto studio e quell’arnese arrugginito del dottore gli spiegava la sua vita. Gliela raccontava. E Jack che per anni aveva accuratamente provato a nascondersela, iniziò a ricordare le porcherie che aveva combinato. E più gliela spiegavano meno Jack sapeva di sé. Lo strizzacervelli era felice, perché tutto stava diventando lineare. Jack no! Guardava perso tutte quelle robe stese davanti ai suoi occhi come panni imbrattati di sangue. E stava in silenzio. Peggio di quando stava dietro il bancone a dire le sue cazzate sulle donne.
Poi un giorno Jack capì che non c’era più nulla da dover spiegare. Per lo strizzacervelli era tutto chiaro. E pure per lui. Così penso che era ora di darci un taglio a tutta quella faccenda. Invece del solito appuntamento nello studio, passò un attimo al bar. Disse con parole vecchie qualcosa sulle donne e bestemmiò in modo greve e rancido. Poi tornò a casa e si appese con un pezzo di corda che aveva racimolato in cantina.
Jack diceva che per le donne è diverso. Perché hanno la possibilità di piangere. Non so se sono riflessi condizionati, ma alla fine pare che pianse facendo una pozzangherina giusto sotto i piedi penzoloni. Non l’aveva capita la vita Jack! Non poteva. E forse, non voleva.

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commenti
  1. newwhitebear ha detto:

    una storia col finale triste. Jack ha sbagliatyo tutto. La sua era un’ossessione e alla fine ha pagato con la vita.

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