La nebbia a Edimburgo non c’era

Pubblicato: 8 luglio 2015 in Arpeggio Libero

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Questo è un periodo intenso e stancante.
Poco tempo per me e devo dire anche per la scrittura.
Oggi torno a casa dopo una giornata pesante come al solito.
Su FB trovo due bei regali.
La copertina del mio libro che vedrà la luce a settembre e la recensione di Antonio Borghesi.
Che dire tutto questo ha un bel significato per me. Nel libro sono raccolti diversi anni della mia vita adeguatamente nascosti dentro tanti racconti brevi.
Posso assicurare all’amico Antonio che le fedi per me hanno sempre avuto significato limitato. Ho le mie idee e i miei colori, ma da buon monarchico progressista sono sicuro che alla presentazione suggelleremo una amicizia reale. 
Avevo letto in questi giorni la sua recensione per uno degli ultimi libri in uscita di AL. Non vi nego che avevo provato invidia, perché Antonio quando veste i panni del recensore assume una serietà e precisione che mi ha colpito.
Ora ne ho una io che terrò cara e questo è già un traguardo.
Sulla copertina non mi esprimo – sarei di parte visto che è quello che avevo in mente – e lascio a chi legge la parola. Dico solo che ha ottenuto l’approvazione di moglie e figli.
Anche di questo ringrazio l’editore Fabio Dessole e il suo grafico che proprio oggi hanno voluto dare leggerezza alla mia settimana con questo regalo.

Grazie!

Dal post di Antonio Borghesi sul gruppo FB “Libri senza frontiere”

Credo di essere sempre stato in anticipo sui tempi ma questa volta ne sono veramente sicuro. Vi offro in esclusiva anteprima la recensione di un libro che uscirà solo dopo le vacanze. Mi farebbe piacere però che non lo dimenticaste. Comunque al momento opportuno io sarò lì per rinfrescarvi la memoria. Ricordatemelo.
Recensione di “La nebbia a Edimburgo non c’era” di Cateno Marco Camalleri
Marco lo conosco da poco più di un paio d’anni. Ho letto molti dei suoi racconti che ha pubblicato su vari siti del web e sul suo blog personale “L’ordalia dell’acqua”. Ho ascoltato la sua voce su “Etnica Radio”, alla quale collabora ogni giovedì sera in diretta e apprezzato la sua dialettica. Non abbiamo la stessa fede calcistica, né politica ma mi auguro di poterlo incontrare personalmente e, se me lo permetterà, di abbracciarlo a suggellare un’amicizia, finora, solo virtuale. Spero di poterlo fare in occasione della presentazione di questo suo primo libro, edito dalla casa editrice Arpeggio Libero, colla quale collaboro e che mi ha offerto di leggere in anteprima quest’opera alla ricerca di quei refusi che maliziosamente si nascondono alla lettura di chi ha scritto.
“La nebbia a Edimburgo non c’era” è una raccolta di racconti e, già mentre scrivo questo, vedo qualcuno di voi storcere il naso. È vero. C’è questa strana tendenza discriminatoria per quei libri che contengono una serie di brevi storie. Personalmente non riesco a spiegarmi il perché, dato che molti autori di chiara fama si sono cimentati proprio nella scrittura di racconti, ai quali poi, noi lettori, abbiamo attribuito il successo. Boccaccio, Verga, Pirandello, Buzzati, Calvino, Arpino e perfino Gramsci, sono esempi di alcuni noti scrittori italiani, che senz’altro conoscete, senza ricercare nella ben più ampia letteratura straniera. Sin d’ora a questi nomi io aggiungo quello di Cateno Marco Camalleri con la certezza che lo farete anche voi dopo aver letto le sue storie brevi.
Marco le scrive con un tratto di penna elegante e fluido che vi prende per mano all’inizio di ogni racconto accompagnandovi fino alla fine. Sono sedici e, seppur differenti uno dall’altro, contengono il filo conduttore della natura umana con le sue perplessità, i suoi difetti, e talvolta i suoi deliri ma sempre con il desiderio di superare le asperità che la vita inesorabilmente pone a ciascuno dei suoi personaggi e ovviamente a noi.
Alla vostra domanda: «Qual è il tuo racconto preferito?» la mia risposta vorrebbe essere: «Tutti», ma non posso, perché in effetti ce n’è uno che, solo a causa della mia particolare forma mentis portata all’ironia, ha ottenuto la mia preferenza: “Tempi moderni”. Marco però non si è limitato all’uso dell’ironia solo in questo racconto. Essa traspare quasi sempre anche in tutti gli altri e leggerli sarà per voi senz’altro solo un piacere.

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commenti
  1. newwhitebear ha detto:

    Una bella prefazione. Spero che abbia un grande successo.

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