I miei piccoli dispiaceri – Miriam Toews

Pubblicato: 14 giugno 2015 in Libri, Soul food to go

Alla fine mi serviva la musica. Perché il finale di IMPD ne ha bisogno. E poteva essere o Diana Krall o Nora Jones.Ne avevo una in testa, e negli occhi avevo una donna, un pianoforte, un lago. 

Poi ho scoperto che in testa avevo Narrow Daylight.

Se il tema di IMPD ti è passato vicino hai necessità che qualcuno lo abbia scritto il libro. Serve che qualcuno ti spieghi dove gli acuti del dolore di vivere possano portare un essere umano.

Elf li aveva ascoltati per anni gli acuti e sapeva che in qualche modo doveva salvare la sorella e la madre. E quello di andare via era l’unico veramente possibile.

Continuo a pensare che le tre donne siano l’unico personaggio reale dell’autrice che esplora con rigore scientifico il suo essere. Il dolore autobiografico, viviseziona la sua anima sino a ritrovarci la sua personale Elf, e tirarla fuori per consentirle di volare via.

Sì, quando una Elf ti passa vicino rimani sbigottito e impaurito, perché come Yoli non puoi decidere l’esatta dinamica del finale, puoi solo accettarlo. Allora cerchi una Lottie che ti versi un enorme calice di rosso e ti indichi un canale inquinato da guardare, mentre in testa inizia a suonare Narrow Daylight, appunto.

Diana Krall – Narrow Daylight

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