San Marco

Pubblicato: 25 aprile 2015 in Uncategorized

Oggi è S.Marco, festa della Liberazione. È il giorno nel quale si ricorda una intera generazione europea e italiana che nel secolo scorso si è praticamente suicidata sull’altare dei nazionalismi.

Sia chiaro io non ho rancore per nessuno. Per me quella è storia. Una roba lontana e fredda come ogni capitolo di un manuale del superiore.
Per me Hitler ha la stessa valenza di un qualunque antico tiranno sanguinario.  Io non odio i fascisti di allora. Come potrei? Sarebbe quasi come odiare i francesi dei Vespri. Fanno parte della storia. Sono i cattivi e descrivono un periodo che non ho vissuto e di cui non so nulla realmente. A meno di non considerare tra i cattivi mio nonno in divisa in Etiopia. Una faccia di ragazzino scappato via per imparare a fare il muratore. E tornato con i soldi per sposare le sorelle e poi mia nonna.
Forse l’immagine migliore di quel conflitto continua per me a essere il monitor nell’ultima stanza del museo dello sbarco in Sicilia a Catania. Se vi capita visitatelo, è fatto davvero bene e proprio alla fine, su un monitor, passa l’elenco dei militari morti in quell’operazione. Tutti in ordine alfabetico. Tutti, tedeschi e alleati. Perché tutti furono vittime di quella follia. Certo, se avesse vinto l’Asse l’Europa sarebbe stata un posto peggiore. Un inferno presto alimentato da guerre civili ancora oggi insanabili. Se una parte neanche maggioritaria della popolazione non avesse preso la via delle montagne e della resistenza oggi piangeremo la nostra Hiroshima. E forse non avremmo avuto una costituzione da dilaniare a forza di voti di fiducia.
Quello, che invece non sopporto sono i fascisti oggi. Sono quelli che cancellando ogni memoria pensano che riproporre quel nazionalismo, quel concetto primordiale di patria e di etnia sia ancora attuale. Quelli che credono che alla guerra non ci sia alternativa. Perché i loro avi in questo hanno fallito. Perché la guerra dissolve ogni regola umana, rende praticabile l’odio, ribalta ogni logica. Questo fece a loro, li regredì ad animale impaurito nella savana. Uccidi prima che qualcuno lo faccia a te. E tutti in questo rimasero invischiati fino ad annegarci dentro. Per questo adesso ogni giudizio è inutile. Nell’Europa del nazionalsocialismo non c’erano più uomini, ma animali. E domani questo mi piacerebbe festeggiare. Il ritorno all’umanità degli Italiani almeno.
E invece intorno a me vedo il becero riemergere della bestia. La ridefinizione del noi e del gli altri. In questo invogliati da una sinistra piccina che ha dimenticato il compito di pensare al migliore dei mondi possibili, magari generando inferni, ma costantemente cercando di rispondere alle paure con speranze e non con altre paure. Questa è la strada percorsa allora. Quella che partorì la guerra e Hitler. Ecco! Io non ce l’ho con l’Hitler storico. Ma con la sua progenie a me coeva sì. E molto.
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commenti
  1. newwhitebear ha detto:

    Un post equilibrato senza dubbio. La storia, ovvero gli eventi di ieri, devono insegnare a memoria futura ma troppi pensano di no, coem hai ricordato. Esattamente come quelli che avrebbero dovuto spingerci per avere un mondo migliore si sono lasciati invischiare dalla sete di potere e dei soldi.

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