La bbuona squola

Pubblicato: 24 marzo 2015 in Uncategorized

DISCLAIMER: invettive contro le maggioranze e fase antipatica forte in corso. Stare molto alla larga.

Posto il fatto che se fosse per me non darei una lira alle scuole private e investirei ingenti risorse nella scuola pubblica. E posto anche che se fosse per me farei pagare l’IMU anche alla chiesa cattolica, osservo che è ricominciata la guerra di religione tra i fautori e i detrattori degli sgravi fiscali per i figli nelle paritarie. 
Ora considerando che ho già dato e che quindi alla fin fine potete fare e decidere come meglio credete mi domando: con i poco più di 66 milioni stimati si potrebbero per caso dotare le nostre città della quantità di asili nido indispensabili? Oppure attivare il tempo pieno nelle scuole dell’infanzia ed elementari? O addirittura attivare l’offerta nei mesi estivi?
Se rispondete sì allora vi ricordo che solo stabilizzare i precari di Renzi necessita di una copertura dell’ordine dei miliardi di euro. O che la scuola deamicisiana che riusciamo a mala pena a pagare serve solo a farsi il sangue acido se ti azzardi a fare figli e a lavorare (uomini e donne indistintamente) e che lo sgravio del 19% vuole addirittura dire che a causa della totale inefficienza dello stato il genitore, privato di ogni alternativa spesso precario e ostinatamente non ricco, si deve sobbarcare 9-10 mesi a suo carico (e trascuro che il tetto dei 400 euro significa che i mesi sono almeno 11). 
Quando si discuterà in maniera non dogmatica del problema, ovvero di dove si deve sbattere la testa quando stai fuori dieci-dodici ore al giorno, hai un figlio, un mutuo e i soldi non bastano per tenere il conto corrente almeno a zero e, soprattutto, quando chi si lamenta della faccenda inizierà a votare politici che vogliono e sanno trattare il problema reale, allora sarò anche io ferocemente contro questi provvedimenti. Fino ad allora ritengo questa manfrina solo fuffa inutile, populista e necessaria solo alla compilazione delle tanto apprezzate liste salviniano-renzoberlusconiane dei pro-x e contro-x, dove x è l’ultimo hastag in evidenza di Tweeter.
Per i pochi fortunati ignari abitanti di alcune limitate realtà del nord sottolineo che a Catania ci saranno uno/due nidi comunali con graduatorie centenarie e credo con orari ridicoli, che il termine tempo pieno lo abbiamo scoperto solo a causa degli scioperi contro una delle mille riforme quando ci avvertirono che a causa dei tagli c’era il pericolo che lo venisse interrotto ( e ricordo che noi genitori ci siamo guardati tutti dicendo ma allora prima c’era?)
E poi come trascurare l’ultimo hashtag a firma Poletti (che da quando non è più il presidente alla Coop non si trovano più i bambini nel reparto carni) sui tre mesi di vacanza. Ma vorrei tranquillizzare tutti che magari stanno domandosi ma cosa avranno fatto mai questi poveri bambinetti nei lunghi e torridi mesi estivi, cosa! Vi svelo un segreto, in generale in assenza di nonni vivi, residenti nella stessa città, non lavoranti o affidati a badanti (per saperlo qualcuno ne ha mai incontrati di queste specie?) i bambini/ragazzini vengono occupati in scuole (private) che provvedono a spese dei genitori (disperati) anche a rifocillarli a pagamento e a portarli al mare in lidi (privati). Sentir discutere di tempo estivo in scuole che non riescono neppure a organizzare il limitato tempo invernale è esilarante. E un dubbio mi assale sul numero aggiuntivo di rotoli di carta igienica da tributare alle scuole in cambio di cotanto servizio aggiuntivo. A sentir poi Poletti si tratterebbe di stages in aziende.  Ottima idea! Certo bisogna trovare le aziende, ma questo in fondo lo fa il ministro del lavoro. Che è Poletti! Per esempio i bambini di otto anni potrebbero fare uno stage in una fabbrica di palloni di cuoio per cucirli, sai che ridere! E poi nelle fabbriche di palloni ci lavo… ehm fanno gli stages tanti bimbi di tutte le etnie. Ci si conosce ci si integra. Che grandi politici che abbiamo, non vedono l’ora di riformare e riformare. Per questo si fanno regalare i Rolex. Per vederla l’ora.
Detto tra noi la narrazione che mi rimane delle notizie di oggi è: sono trent’anni che abbiamo ridotto la scuola al minimo possibile, l’abbiamo accroccata con i lasciti delle strutture conventuali ecclesiastiche e qualche intervento della propaganda fascista. Ad ogni riforma abbiamo creato un caos tale che ad oggi nessuno conosce di preciso il numero delle graduatorie temporanee permanenti dei precari insegnanti in attesa che si acceda un concorso a premi stile gira la ruota. E la valletta che la gira è pure racchia. Siamo rimasti indietro anche rispetto al Botswana con didattiche antiche anche per Franti e Garrone. Abbiamo scuole di serie A e di serie B. Ma le serie italiane ovvero quelle dove la Juve vince sempre e le altre al più sono oneste squadre di promozione gonfiate dai nomi altisonanti e arbitri compiacenti. Dovendo necessariamente dire qualcosa di riformista i vari ministri hanno deciso di guadagnare la scena con affermazioni che suonano come: visto che non abbiamo idea di cosa fare diciamo una roba a caso tanto poi tutti guardano il titolo e litigano per comprare la vocale.
Gira la ruota!
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commenti
  1. newwhitebear ha detto:

    Che dire? Nulla di più di quello che hai scritto. Sanno solo blatterare senza concludere niente. Gliu stage? Forse voleva dire Poletti: care industrie vi fornisco manovalenza gratis per tre mesi. Gli studenti italiani sono un bel toto e moh! dove li mettiamo?

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