La fine del mondo

Pubblicato: 12 marzo 2015 in Magic Box

Evaristo e Gertrude Fantaccini arrivarono al varco numero 28 che era mattina presto. Come comunicato dal comitato per la fine del mondo non avevano con loro molta roba. 

La fila non era eccessiva e poi nessuno aveva voglia di fare il furbo. Dopo quindici minuti i due oltrepassarono il varco: erano cattolici e il dossier fu consegnato nelle mani di un giovane prete in abiti civili, che li accolse a turno nel piccolo confessionale. Quella dei due era una pratica facile, poca roba e tutta di secondaria importanza: Evaristo si era invaghito della signora Mimì del terzo piano, da quando lei si era separata. Ma niente di più di qualche allusione ingenua o di un piccante pensiero notturno. E anche Gertrude non era andata oltre la carezza timida del dottor Meneghini, nello studio dove lavorava come segretaria. Tutto qua, e infatti dopo dieci minuti erano fuori entrambi con la busta delle istruzioni e un pacchetto a testa con il vestito prescritto dalle divinità riunite.

Le varie manifestazioni divine, almeno per una volta, avevano inviato un messaggio chiaro e definitivo. Con sincronia universale, una voce dall’alto aveva annunciato che, per quanto riguardava quell’universo, l’esperimento era finito. Niente di personale e nessuna vendetta. Solo che era ora di passare oltre. 

Anche negli altri pianeti abitati avevano osservato la stessa fenomenologia, segno che non era un problema di razza, che doveva proprio esserci un baco di fondo nel progetto. Avevano discusso animatamente se fosse il caso di mandare qualche catastrofe mirata, magari un diluvio – proposto neanche a dirlo dal solito Yahweh – ma si dissero, che non si potevano far soffrire altri esseri se il problema vero era tutto loro.

Evaristo e Gertrude, si sistemarono nella loro stanza, mangiarono qualcosa parlando del loro passato, persuasi che come da comunicazione divina sarebbero rimasti comunque insieme per l’eternità .

Intorno alle due di notte si confessarono a vicenda della signora Mimì e del dottor Meneghini e di altre sciocchezze che avevano sullo stomaco. Ne risero fino alle quattro, poi finalmente crollarono dalla stanchezza.

Alle otto in punto, indossate le due vesti, si avviarono al grande pianoro dove una moltitudine attendeva. Alle nove arrivarono i quattro cavalieri e si udirono squilli di tromba. Nonostante le apparenze anche la Trinità aveva accettato di limitare le coreografie e rendere più sobrio quel rito. Un minimo, tanto per richiamare le parole dell’apocalisse e darsi un tono solenne, ma tutto lì.

Alle nove e trenta, in contemporanea in tutto l’universo, arrivarono tutte le manifestazioni divine e si posizionarono sul costone di roccia dal quale dominavano il pianoro. Per motivi di cortesia e visto che quella zona era in Italia la parola fu data al Dio cristiano.

«Cari figlioli, come ben sapete pensiamo di aver commesso qualche errore con quest’universo e oggi chiudiamo l’esperimento e ci dedichiamo a riscrivere le regole per il prossimo. Ma non temete, abbiamo ancora bisogno di voi o, meglio, delle buone anime in mezzo a voi. Sarete voi anime belle a riscrivere insieme a noi le regole del gioco e a rinascere nel nuovo perfetto universo.

Molti di voi si staranno chiedendo, Signore chi sono i giusti che vivranno e i corrotti che periranno per sempre. Ovvio! Chi ha passato la vita nel peccato, non potrà partecipare alla nuova costruzione. Al vostro arrivo avete ricevuto una veste colorata, adesso l’Arcangelo Michele vi darà disposizioni e che Io ve la mandi buona!»

Dal costone il gigantesco angelo si avvicino alla folla, con una pergamena e iniziò a leggere con un certa solennità.

«O voi, uomini e donne vestiti di bianco e oro disponetevi orsù alla mia destra. Chi invece di blu e nero è vestito alla mia sinistra si ponga.»

Evaristo e Gertrude tristemente notarono di avere vesti di colori diversi, ma mentre tutti si muovevano a casaccio in tutte le direzioni, si dissero che mai li avrebbero separati e si avviarono insieme verso la sinistra dell’Arcangelo. Notarono però che non erano i soli ad aver fatto quella scelta e che nel folto gruppo si era creata una mescolanza di colori diversi.

L’Arcangelo si giro perplesso verso il capo. Non solo i due gruppi non erano per nulla omogenei, ma proprio al centro era rimasta gente indecisa sul dove andare.

Ci volle circa un’ora per capire: c’era chi vedeva la propria veste in un modo, chi in un altro e chi, quelli al centro, addirittura sparava tonalità a caso.  Intanto nell’universo le folle aspettavano inviperite e anche sul costone si era accesa una diatriba: il Dio cristiano ad un tratto fu rimandato a parlare al coro unanime di «onore e oneri.»

«Ascoltate! Questo avvalora il fatto che le leggi della natura sono una mezza fregatura, neanche due colori in croce si riescono a distinguere. A questo punto facciamo così e fate gli onesti tanto poi vi scopro lo stesso e perdiamo solo tempo. Chi ha seguito i dieci comandamenti a destra gli altri a sinistra, che alla fine dovrebbe essere la stessa cosa.»

Di nuovo la gente inizio a muoversi a casaccio e il risultato fu pure peggiore visto che al centro il gruppo era diventato più folto.

«Scusate ma voi al centro che ci fate?»

Un coro di protesta si alzo: «ma che sono i dieci comandamenti?»

«Ma come che sono! E il catechismo?»

Dal centro tutti si guardarono perplessi: «catechismo? Ma noi  avevamo l’esonero!»

«Vabbè del tipo avete ucciso?»

Non l’avesse mai detto, dalla destra un molti alzarono la mano in segno affermativo.

«Ma come, e che ci fate fate a destra voi. Dovete andare a sinistra. Oltre che daltonici siete sordi?»

Un tizio con la barba lunga inizio pero a protestare: «sinistra? Ma a noi ce l’ha detto lui! E prenditela con quelli che hanno fornicato invece!»

Tutti si girarono verso Allah che osservato esclamò: «che avrei detto io? Questa è tipo quella cosa della montagna che se va dai profeti!».

Nel frattempo, a testa bassa, alcuni uomini in clergyman iniziò a spostarsi a sinistra.

«Dove state andando voi» – tuono lo spirito santo.

«E lo sapevamo che con questo fatto delle donne finiva male!»

L’Arcangelo Michele si fece portare i loro dossier: – «ma ne avete avuto solo una!»

Quello più anziano si fermò perplesso: «ma che ne so chiedete a lui!» – disse indicando un tizio in completo bianco a papalina in prima fila.

L’Arcangelo alla disperazione guardo l’uomo in bianco con uno sguardo interrogativo, ma quello a sua volta indicò un tizio che stava un po’ in disparte.

«È inutile che mi chiedete questa cosa! Io poi il fatto della pietra manco me lo ricordo!»

La situazione era grave, nell’universo si era fatto tardi e tutti avevano fame. Dal gruppo di centro si staccò un omino che si avvicinò al consesso divino.

«Mi scusino onnipotenti.»

«Sì ? » – fece Buddha.

«Se capisco bene la vostra esigenza e attuare un piano di riforme nell’universo.»

Il consesso smise per un attimo di litigare.

«Beh! Sì, sarebbe questo lo scopo, perché? » – chiese Visnu.

«Perché io c’avrei tante soluzioni, sapete avendo a che fare con la politica italiana!»

«Politica italiana? Ma se siete una manica di ladri!»

«Naa! Tutta propaganda negativa dei gufi comunisti! Allora, visto che mi pare che siamo tutti d’accordo, io direi che possiamo sospendere la fine del mondo e tornare tutti a lavorare alle riforme.»

Senza attendere risposta si girò verso la folla e urlò: «ok, grazie di tutto, ma per questa volta niente fine del modo, torniamo tutti a casa che c’e la rata dell’IMU da pagare in tempo. Su! Maria Elenaaaaa, vieni? Hai presente il discorso del Nazareno? A proposito te il vulcaniano lo parli?»

Yahweh lo guardò andare via perplesso: «ma quello non è quel tizio del PD? L’avevo detto io, un bel diluvio alla vecchia maniera e via! Mah!»

Per la cronaca, Evaristo e Gertrude dopo un anno divorziarono, a causa dei tremendi litigi per capire chi dei due aveva la veste del cattivo e, soprattutto, perché.

  

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commenti
  1. newwhitebear ha detto:

    Divertente parodia del mondo attuale e di quello italiano in particolare.

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