Castelli di rabbia – A. Baricco

Pubblicato: 14 gennaio 2015 in Libri

Io purtroppo non riesco ad avere troppo tempo per leggere e adesso che mi sono messo in testa di scrivere è pure peggio.
Devo quindi scegliere, determinare con cura un libro da leggere rispondendo tipicamente alla domanda: perché proprio questo? A cosa ti serve in questo momento?
L’ultimo che ho finito è stato Castelli di Rabbia di Baricco. Praticamente l’unico che non avevo mai letto. E questo è già strano. Adesso non iniziate a fare discorsi, sul suo modo di scrivere, sul personaggio da spettacolo televisivo e teatrale. Io amo profondamente Baricco in maniera acritica. Mi ha raccontato tante storie in questi anni e sono uno dei quattro che hanno apprezzato i mezzibusti nudi di Lezione 21. Figuratevi voi!
Baricco l’ho conosciuto quando faceva i programmi sulla Rai. Raccontava di musica classica e di libri in un modo secondo me unico. Una folgorazione. Un innamoramento quasi. E l’amore non accetta ragionamenti di sorta.
Se non mi fossi in gioventù invaghito di Manfredi Chiaramonte prima e del più noto figlio di Federico I (il secondo vale per l’impero, ma era primo per la Sicilia), probabilmente avrei dovuto faticare troppo per convincere mia moglie a chiamare il nostro primo figlio T.D Lemon Novecento.
Castelli di rabbia è un Baricco in purezza. Ha tutta la carica onirica che trovo sempre nei suoi scritti. Mi piace soprattutto la sua capacità di creare scenari che, non chiedetemi perché, mi ricordano un vecchio musical americano: Brigadoon. Nella nebbia, in un posto che non esiste, quasi senza nome, vedi sorgere di colpo un borgo: Quinnipak. E mentre te lo racconta con la sua improbabile popolazione di geni, ferrovieri, architetti, musici e vetrai, comprendi che quella è solo una grande invenzione onirica di una donna diretta a Morivar.
Ecco io avevo bisogno della nebbia. Di quel tipo particolare di nebbia. Perché voglio montare una storia proprio nei pressi di Brigadoon. E la nebbia mi serviva proprio.
Adesso ho una non nuova esigenza. E si trova dentro le pagine di Birichinate di un tal capitano che ho visto girar da queste parti. Ma questa è un’altra storia.

Sayonara🙏

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