Tanto per chiarire

Pubblicato: 13 gennaio 2015 in Uncategorized

Credevo che non avrei mai fatto un simile discorso, ma i tanti post x-fobici che arrivano sulle mie bacheche non mi piacciono proprio.
Visto che si parla tanto di libertà di opinione non mi sogno di intavolare discussioni per confutare chi fonda la sua vita su presunte purezze ideologiche e identità cristalline. Mi limiterò con discrezione a cancellare dalla mia lista di amicizie chi mostra questa propensione. Niente di personale, ma non abbiamo nulla in comune. Meglio così.
Da panormita mi arrogo un diritto, quello di avere avuto il privilegio di conoscere sin da piccolo un pezzo di mondo che una volta era governato da re di origine francese nati e cresciuti in Sicilia. Re cristiani che in opposizione al papa avevano fatto edificare chiese e abbazie da maestranze arabe e greche che hanno lasciato le loro firme sui mosaici. Alcuni dei loro finanziatori erano ebrei e le tessitrici di Tebe lavoravano le loro vesti, in un palazzo costruito sul foro romano e sulla cittadella fenicia. Un re cristiano che aveva un harem e si fidava dei suoi emiri che venivano dalla Magna Grecia e costruivano chiese dentro le quali mosaicisti e architetti sfidavano Roma. Emiri e Re che inviavano a protezione del Papa la cavalleria leggera islamica, che il pontefice ringraziava e benediceva. Re cristiani che facevano costruire a cartografi arabi mappamondi d’argento.
Da panormita ho visto sull’Eirkte la Dea madre, dover cambiare nome per proteggere la città. Ho visto i qanat, i sollazzi reali e la mosquita. Ho visto i primi vagiti dell’italiano e le orge dedicate alla Venere Ericina. Ho cambiato così tante volte il nome dato al mio unico Dio: Ammon, Jahveh, Mitra, Allah, Cristo. Lo avrò pregato in non so quante lingue morte. Ho usato i ceci per farne panelle, panissa, humus, falafel. Ho amato Saffo, ho giaciuto con giovani ragazzi ad Atene e posseduto Cleopatra. Ho conosciuto i figli di papa Borgia e strappato via le vesti con Francesco. Ho imbalsamato faraoni e frati cappuccini. Non ho mangiato il maiale e la carne il venerdì. Ho fatto la quaresima, il ramadan e lo shabbat. Ho festeggiato la piena del Nilo, il riposo di Augusto, il sol Invictus, il Natale, gli avi e i morti mi portavano i giocattoli. Sono stato tutto tranne che ateo, perché se ti trovi davanti il Pantocrator capisci che un uomo una cosa del genere non la può neanche pensare e che Dio non può che avere quel sorriso beffardo.
E alla fine ho capito che il nemico ha sempre in una mano una spada e nell’altra trenta luridi denari. Se ancora questa cosa voi non l’avete in testa, allora per me siete stranieri e gradirei non incontrarvi nella mia patria fatta di mare e di canti delle sirene. E non potendo usare più l’òstrakon mi limito più umilmente a cancellarvi.

Sayonara 🙏

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