Balilla

Pubblicato: 5 novembre 2014 in Magic Box

Le parole sono importanti! È vero che le abbiamo ridotte a vuote sequenze di suoni, buone per i mi piace sui post di Fb, ma sono roba seria.
Da piccoli sulla parola, sul logos, la suorina del catechismo ci bacchettava, perché da questo era nata la vita, l’esistenza. Da un ‘e sia!’
Prendete il calcio balilla. Lo abbiamo nascosto dietro uno scialbo calcetto o un ilare bigliardino! Per noi del secolo scorso era invece chiaro il messaggio. Noi eravamo stati fin dove iniziavano le macerie e ci avevano spiegato la differenza tra noi e i balilla. Noi potevamo scegliere. I balilla no.
Anche quando armeggiavamo con le manopole, muovendo le aste cromate con i finti calciatori infilzati dentro. La nostra storia era passata dal Balilla epico ribelle al regime, al balilla assoggettato a un regime, al régime del motore della Balilla. E noi potevamo dirci liberi, potevamo sognare il futuro, mentre giocavamo al calcio balilla. Perché noi avevamo il controllo delle parole e ne sceglievamo il significato e l’accento giusto da utilizzare.
Solo che adesso comprendo quanto lontano sia quel secolo. Siamo liberi, ma privi di qualunque connessione logica, tra libertà e vita. Siamo il possedimento privato di enti materializzabili nel nulla.
Le macerie le hanno rimosse quasi tutte, nascoste sotto il prato seccato dal sale del mare. Le foto dei balilla con il moschetto finto sulla spalla, caricate su Instagram sembrano nostalgiche edizioni di Lucca Comics.
E così tutto passa insignificante: la P3, il jobs act, i licenziati, le piume d’oca, la polizia, il mercato, la vita, la morte, la giustizia.
Non siamo liberi di scegliere il nostro stile di vita.
Non siamo liberi di pensare a un futuro, perché quello lo vende Wall Street con i derivati. Non siamo liberi di dire che del destino delle oche non ce ne frega niente, ma dei tanti lasciati a disperarsi per i propri figli sì.
Non siamo liberi di capire cosa significa morire. E perché si muore in un letto di un ospedale. Perché non siamo di chiedere e di avere la verità, qualunque essa sia.
Non siamo liberi di usare il nostro tempo, perché dobbiamo seguire la produttività migliore per il nostro paese, che poi tratta non le mafie e parla con le mafie e vorrebbe che io, tu, noi scegliessimo di diventare eroi, come il Balilla genovese che forse è esistito solo nella mente di Goffredo Mameli insieme alla coorte che al posto di proteggerci, manganelli in mano si presta alla guerra tra poveri. L’unico momento di scelta rimasto: agenti o manifestati, l’ordine o la disperazione.
Questo è il fascismo! Non la storiella delle porte che potevamo lasciare aperte. Non la rievocazione mediocre dell’impero romano. I balconi vocianti o le bonifiche maschie. È l’assenza di una possibilità, il pensiero unico, la sicurezza incrollabile nella nostra fazione. È l’appropriarsi delle vite e del tempo. È il balilla che il sabato, ogni sabato, non può non andare in giro di sera, bardato di roba cinese alla moda, convinto che quello sia un mondo libero.

Annunci
commenti
  1. tony borghesi ha detto:

    Eppure, eppure io mi sono sempre sentito libero. Ho fatto sempre quello che desideravo fare e anche privato della libertà sono sempre stato libero. Nessuno ha mai potuto entrare nei miei pensieri e modificarli. Forse, forse sono stato solo fortunato.

    • catenomarco ha detto:

      Può sembrarti strano, ma io Birichinate l’ho preso proprio per studiare quello che dici.
      Anche io spesso credo di esserlo libero. Poi invece penso che appartengo ad una generazione che ha dato per scontato la libertà, ascoltando, poco, ma comunque ascoltando la voce della libertà delle cose. Come se nell’avere si trovasse la possibilità della scelta. E poi invece ti trovi a non potere scegliere quasi più nulla. E allora ti devi chiedere come si esce da questa dittatura della libertà. Io posso scegliere e le opzioni sono tutte ben confezionate davanti a me. Pregasi però fare in fretta e non guardarsi intorno grazie! E non chiedersi come mai la marca delle opzioni è la stessa per tutte. Regolarmente made in China si intende.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...