Radio call center

Pubblicato: 4 settembre 2014 in Soul food to go

Io ve la butto là, ma se ci fate i soldi mi date una percentuale.
Dopo tutto il tempo che ho passato al telefono con i call center devo dire che le musichette di attesa sono una schifezza assoluta.
Già uno si deve sorbire la chiacchierata con un tizio più disperato di te, precario, magari all’ultimo giorno e senza il nuovo contratto in tasca.
Uno dei tanti che dopo un corsettino viene sbattuto, con una cuffia in testa, a fare da bersaglio umano per gli strali di delusissimi clienti.
Stanno là questi poveretti come rappresentanti di qualcosa che non esiste. Metti Alitalia! Ne abbiamo sentito parlare per anni. L’abbiamo salvata innumerevoli volte dalla bancarotta. Ma vi assicuro che a parte il call center immateriale non esiste. Ho vagato vari aeroporti cercando una prova tangibile, qualcuno che dichiarasse “sì io sono di Alitalia”. Niente. Gli aeroporti sono pieni di gente che si trova in quel posto per caso. Fa altro e solo in via eccezionale ti sta a sentire.
L’Alitalia non esiste, come la valigia che era a Linate, ma che poi ho scoperto che non c’era, o forse sì! Perché magari non è mai esistita. E inizio a pensare che se non esiste Alitalia e neppure la mia valigia, forse non esiste Linate e Milano è un posto legato ad una saga Fantasy. E la Lega è solo il frutto di un autore pulp. E l’Italia non è mai stata unita, non ha perso la guerra e infatti l’ha pure vinta. Non siamo mai entrati in Europa, non esistendo l’Europa. E l’euro non l’ha mai coniato nessuno. Infatti se apro il mio conto in banca non ne trovo di euro.
E qui mi sono dovuto fermare, perché a quelli della banca l’ipotesi che il mondo reale sia solo una proiezione del mio immaginario non dispiace, per carità, ma la rata incriminata la vogliono pagata, anche nel mondo immaginifico nel quale pare trovarsi il mio bagaglio.
E così ho pensato che una buona idea per racimolare un po’ di euro sia fondare una Radio per call center. Così mentre aspetti ti scegli il pezzo che più ti piace e ti rilassi.
Per esempio io chiudo gli occhi e ascolto la signorina tanto gentile che continua a ricordami che gli operatori sono al momento tutti impegnati e che Alitalia si scusa per l’attesa. E poi di colpo parte Seek & destroy dei Metallica, che a me rilassa e soprattutto rende bene l’idea del mio stato d’animo.

Ve la potete ascoltare qui

Metallica – Seek & Destroy

In una versione ruvida di tanti anni fa, con un Hetfield a cui non era ancora cambiata la voce. Una roba simile un tale Paul ce la portò da Londra registrata su una cassetta TDK. E dalle casse nere dello stereo usciva ancora più sporca nonostante Dolby e antifruscii vari.
Sembravano suoni provenienti da un altro mondo. Da Londra capite? Dove vendevano i chiodi! Londra! Che quando c’eri stato eri uno che eri stato a Londra! Uno privilegiato. Ti rispettavano. Ed Alitalia esisteva ed era piena di hostess bellissime, con le gambe magnifiche coperte da calze di nylon che avresti voluto accarezzare, seduto accanto a loro sullo strapuntino durante l’atterraggio.
Ed io allora chiudevo gli occhi e mentre l’Hammet bambino, grattava su quelle corde, immaginavo che da grande avrei fatto il fisico, chiamato con nomi normanni i miei figli e scritto storie.

Ne sono cambiate di cose da quella cassetta!

Namasté.

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