Bambini per quanto

Pubblicato: 27 agosto 2014 in Soul food to go

E così c’è un cessate il fuoco. Sembra una sorta di time out di un gioco macabro. Una sosta che permetta di ricaricare le armi per la prossima devastazione.
Il pubblico pagante intanto sorseggia qualcosa in attesa di riprendere l’incoerente tifo ipocrita per l’una o l’altra parte.
L’arbitro annota i punti vittima, con cura e compenetrazione della tragedia.

Il pezzo è Pull me under dei Dream Theater, ma in una cover eseguita da ragazzini:

Pull me under – Dream Theater (cover)

Come molti testi Metal parla di morte. Pare si ispiri all’Amleto e si interrompe bruscamente come accade spesso alle vite umane.
Questo mi ha affascinato: la voce della piccola Kala sembra adattarsi al pezzo, lo stesso per le movenze forse troppo artefatte dalla regia.
I ragazzini, la massima espressione della vita, e un testo Metal ispirato al dilemma shakespeariano della morte.
Ma questo è Metal, è un circo di marionette che esorcizzano la paura prendendo in giro anche la morte. Questa è musica e canzonette per bestioni anche un po’ ridicoli con il rimmel e i tatuaggi.
Ma questo fischio?
Ah, è l’arbitro vero! Avranno finito di contare i morti.
Con permesso vado a sedermi che tra un poco ricomincia lo spettacolo.

Pull me under Pull me under
Pull me under I’m not afraid
Living my life too much in
the sun
Only until your will is done

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