Numeri a perdere

Pubblicato: 25 agosto 2014 in Libri

Ci sono colori che stupiscono e numeri che creano imbarazzo. Ho comprato il libro di Riccardo, perché avevo apprezzato i suoi articoli ed i suoi racconti.
Dentro ho trovato la matematica degli orrori, che in genere i media nascondono; perché un morto ancora lo riusciamo a immaginare e dopo una decina di minuti lo abbiamo deglutito nel dimenticatoio degli impegni quotidiani, in rapida accelerazione verso la lontana età pensionabile. Ma una autostrada del Sole di cadaveri rende la dimensione lineare di un genocidio. Ci costringe a guidare sotto il sole di Agosto, a passo d’uomo per via dei caselli, con negli occhi i veri volti sfigurati che un breve servizio – prima della pubblicità del detergente intimo – aveva sdoganato come strage in un lontano paese di selvaggi.
Questa matematica io me l’aspettavo, ma in mezzo a due articoli ho assistito al dispiegarsi variopinto di racconti che continuano la narrazione, inserendo la magia di una prosa di grande qualità. Chi ha letto Riccardo Gavioso su meetale sappia che quei testi sono solo una bella ma solo parziale esposizione delle capacità linguistiche dell’autore. Il risultato della pubblicazione su Arpeggio Libero è estremamente interessante.

Ecco, questa è una raccolta che mi ha dato più di quanto onestamente mi aspettassi e per quanto le mia strumentazione analitica sia molto povera, raccomando la lettura di Numeri a perdere a chi non ha molto in stima la pessima informazione italiota, a chi crede che la parolaccia non sia sinonimo di libertà d’espressione ed a chi è convinto che tragedie immani possano raccontarsi con grande efficacia evitando truculente visioni da cinema americano.

Il libro lo trovate qui Numeri a perdere su Arpeggio Libero e come si suol dire nelle migliori librerie virtuali e non.

PS: a proposito se non si è capito il racconto che ho apprezzato maggiormente – ma è questione di centesimi di punto – è Colori.

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commenti
  1. martatempra ha detto:

    Sono contenta di trovare un po’ dappertutto conferme della ENORME qualità artistica (oltre che giornalistica) di Riccardo Gavioso. Confesso, non sono un tipo politicamente impegnato né seguo ciò che accade nel mondo. Sono una delle classiche persone che dopo un po’ spegne il telegiornale perché stanca di quella sequela di disgrazie.

    Il libro di Riccardo è diverso, però. Non è il classico acchiappa-consensi che fa leva sul senso del macabro. Alternando articoli giornalistici e racconti, la cronaca esce dallo schermo e ti si appiccica addosso, diventa storia di vita, non quella di un’anonima persona da qualche parte del mondo, ma la tua. Riccardo Gavioso fa giornalismo come dovrebbe essere, e come non se ne fa più da molto.

    Bravo a lui e bravo all’autore di questo articolo: non ci sarebbero state parole migliori e spazio più godibile per leggerle. 🙂

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