Reading Bukowski

Pubblicato: 14 agosto 2014 in Soul food to go

In queste ore mi sono chiesto perché mi venivano in mente questi versi di Bukowski

Do not make it the beautiful die in the flames:
sleeping pills, rat poison, rope, whatever …
They tear your arms, jump out of windows, are quarried eyes from their sockets, reject the love
reject hate reject, reject.
Do not make the beautiful do not resist, they are butterflies, are doves, sparrows are, do not make it.
A long flame while the old men play checkers in the park.
A fire, a beautiful flame while the old men play checkers in the park, in the sun.
The beautiful ones are located on the corner of a room
creases between spiders and syringes, in silence, and we will never know why they’re gone, they were so beautiful.
Do not make it the beautiful die young and leave the bad to their bad life.
Lovely and lively: life and death and suicide while old men play checkers in the sun in the park.

Poi ho capito che nei post di cordoglio si ricordavano i personaggi interpretati da Robin. Ognuno aveva legato un suo momento particolare ad una delle favole che il defunto Robin aveva interpretato. Ma tutti questi suoi personaggi sono vivi e vegeti nei supporti analogici o digitali che li custodiscono. Basta fare un salto su Youtube per farli rivivere.
Quello che è morto è un uomo, spaventosamente lontano dal professore dell’Attimo Fuggente. Ci hanno fatto sbirciare un attimo dentro la sua ultima camera piena di sonniferi, ratti, corda. Ma subito ho visto issare davanti ai miei occhi i cartelloni pubblicitari con la faccia paonazza di Mrs Doubtfire per nascondere la scena.
Forse suicidio. Forse. Un dubbio lanciato come un salvagente nel mare dentro cui tanti Peter Pan rischiavano di essere inghiottiti dai coccodrilli dei giornali online.
Chi piange il personaggio Williams può comunque tornare a stare sereno. Quello non è morto, almeno per ora. Farà un altro paio di giri su questa pietra tonda che viaggia in qualche illogica direzione. Ci penseranno le TV a mandare a rotazione tutti i vari film di Robin. Oh, quanti prodotti di bassa qualità fatti in Cina si potranno intercalare tra una salita ed una discesa dai banchi inneggiando al capitano.
Ma io per il momento mi fermo un attimo a guardare quella stanza dove un troppo fragile essere umano di nome Robin non ce l’ha fatta. Probabilmente ha visto l’elenco incredibile di errori commessi ed ha deciso che andava bene così. Che un altro solo giorno insieme a se stesso era troppo. Che il regista continuava a fare primi piani solo sui pupazzi cui aveva donato per una effimera ricchezza il suo volto. Che una bambina, la sua bambina, con un quarto di secolo era troppo cresciuta, mentre lui continuava a invecchiare. Ha guardato tutto questo ed ha percepito un dolore troppo enorme da portare in giro un giorno in più. Così ha iniziato a preparare la sua fine. Come fosse un copione scritto anche male.
Ho visto questo io ed ho ricordato i versi recitati dal Liga prima del giorno di dolore. Ed ho ricordato che gli uomini sono fatti così, fragili e lontani da ogni barlume di perfezione. Ed alcuni non ce la fanno. Non lo so se sono i belli. Anche a me sembra un argomento orrendo. Ma alcuni, forse più fragili o magari tanto più forti da organizzare la loro stessa fine, non ce la fanno. Proprio mentre io ed i vecchi giochiamo a scacchi nel parco.
Ed anche stavolta mi viene in mente una storia, un volto. Non di Robin! Io non lo conoscevo, come quasi tutti del resto. Un volto vero che invece era una maschera. Un altro uomo che non ce l’ha fatto. Non bello, almeno per me che spero per molto ancora resterò davvero brutto. Ma un volto che continua a farmi domandare quali diavolo sono i segni che annunziano il grande giorno di dolore. Quello dove, tac! E il cervello fa una rotazione completa intorno a quel piccolo e brillante e insopportabile dolore e tac! Spegne tutto e va via!

Per chi ha voglia di sentirla e dedicata a chi non ce l’ha fatta!

Ligabue – Reading Bukowski e Il giorno di dolore che uno ha

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commenti
  1. giusy67 ha detto:

    Pensavo proprio la stessa cosa in questi giorni, parlano dei suoi personaggi come se quelli fossero lui, ma il Lui vero non lo conosceva nessuno, forse la sua famiglia, forse. Magari neanche se stesso.

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