Soul food to go

Pubblicato: 23 giugno 2014 in Soul food to go

Qualcuno una volta disse che le canzoni sono messaggi in bottiglia che affidiamo al mare perché prima o poi ci ripropongano un ricordo, una immagine, una sensazione.
Questo è il primo post di una serie (quanto lunga lo ignoro e magari è figlio unico) nei quali metterò in ordine questi messaggi.
L’ordine però non è il mio mestiere quindi il lavoro per scegliere i pezzi non sarà mai semplice, ma avrà comunque una logica. E questa logica ha scelto il titolo della rubrica: “soul food to go”.

Ho avuto sempre un debole per Loredana Bertè. Ha tutta le debolezza e la rabbia del rock ed ha sempre collaborato con grandi autori, primo tra tutti Ivano Fossati. Roba grande, poesia e note.

E così da qualche parte è emersa Jazz, da sola, quasi senza motivo. Si è infilata nota dopo nota scalzando quella che sarà probabilmente la protagonista del prossimo post.

E una volta in testa mi ha parlato della suo papà brasiliano: Djavan. Nell’anno dei mondiali carioca un ottimo motivo per stare a sentire cosa voleva da me questo pezzo. Il suo titolo originale era Sina, destino in portoghese, e qualche destino ha voluto che giusto la penna di Fossati abbia adattato il bellissimo testo in quello di Jazz.

Padre madre
oro e miniera
cuore aperto
strada e frontiera,
quanto andare
poco normale
jazz…

Ci vorra’ il suo nome per poter parlare ancora
pura bellezza,
art nouveau,
naturalezza,
la nostra vita
non costruisce,
jazz…

Questo senso del futuro irrimediabilmente con noi
la pressione sulle ali ci tiene in aria.

Ma quest’anno stelle del mare come sara’
ci vuole piu’ forza e chissa’ se verra’
barca o rondine
a curarci accanto al sogno da dentro il cuore
nell’anima o da dove sara’…

E allora ho capito il messaggio. Gli anni miei iniziano a Settembre da tempo immemore. Ed ora che siamo agli sgoccioli è proprio il momento di chiedere alle stelle del mare come sarà il prossimo anno. Se proverò una nuova rotta o se trascinerò ancora il piede su una terra ferma forse troppo angusta per me.

E comunque per andare in giro in questo mondo c’è bisogno di cibo buono per le nostre anime, esattamente quello che le note di Djavan sono diventate in “Soul food to go” dei Manhattan Transfer.

E così ho capito. Eh! Anni ’80 e aria di Americhe. Tutte cose da tenere in serbo per il viaggio. Quale viaggio? Non lo so, ho ancora tante carte da decifrare…

Cominciamo male da un brano me ne sono comparsi quattro di pezzi da ascoltare. Di seguito i link su Youtube

DJAVAN – SINA
LOREDANA BERTÈ – JAZZ
MANHATTAN TRANSFER – SOUL FOOD TO GO
IVANO FOSSATI – CARTE DA DECIFRARE

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