Euro-visione: parte seconda

Pubblicato: 6 giugno 2014 in Palindromi

Il cameriere tossì discretamente per richiamare l’attenzione di Sua Maestà. Il venerando sovrano seduto su uno sgabello a tinte pastello osservava attentamente il suo curatissimo viso riflesso nella specchiera dorata proprio di fronte al grande letto rivestito di broccati preziosissimi.
Vanni, mutandiere principale di casa reale, varcò la soglia, mentre la pesante porta ricoperta di motivi floreali azzurri si richiudeva accompagnata dalle mani delicate del fido cameriere.
«Vanni, mio caro, se non erro oggi non è giorno di…»
«Sì Maestà, la Vostra memoria proverbiale anche questa volta ha fatto centro. Non è giornata di cambio. Ma dense nubi si addensano sul Vostro reame e poche fidate persone vi sono vicine. È tempo che il Vostro devoto servitore assuma su di sé la responsabilità che la Vostra magnanimità gli ha conferito e vi parli con il cuore in mano.»
L’anziano sovrano osservò il fido Vanni con affetto. Da quando era bambino era lui che ogni settimana effettuava il sacro cambio della mutanda reale, operazione questa alla quale nessuno dei sudditi di Sua Maestà Imperale poteva assistere, a parte il mutandiere. Il delicato intimo reale, tempestato di pietre preziose e ricami in oro e argento veniva ogni settimana completamente smontato dalle tessitrici tebane; recluse in un’ala del palazzo imperiale proprio per la cura e la realizzazione degli indumenti di uso del Re e dei di Lui familiari. Il mutandiere aveva inoltre il compito di assistere il sovrano nelle rimozioni temporanee, necessarie durante gli amplessi programmati e no con la Reale Sua Consorte e con le innumerevoli amanti di corte accreditate, nonché con le giovani e procaci cameriere oltre alle tante pulzelle che, scorte dietro le tendine della carrozza imperiale, venivano per la loro fortuna consigliate a giacere con Lui.
Va da sé che il mutandiere fosse la persona più vicina al Re, sempre al suo seguito per occuparsi della immediata liberazione delle Real Pubenda. Per fortuna il progresso aveva munito l’indumento di apposito congegno a feritoia che dispensava il mutandiere durante la sovrana minzione.
«Cosa succede mio fido Vanni? Forse il popolo non ha pane e companatico a sufficienza? Non dispone di svaghi più vari e divertenti per trascorrere il tempo che il duro, ma soddisfacente lavoro, lascia loro? Non pensano di vivere nel migliore dei regni possibili? Cosa afflige il tuo pensiero mattutino, dimmi Vanni!»
«Sire, sapete che Gestolfo, il vostro unico e Magnifico erede ha inventato questa moda perversa del cambio giornaliero della mutanda…»
«Sono giovani, Vanni vedrai che quando…»
«No Sire, in tutto il paese botteghe di venditori di mutande a basso prezzo, spopolano, soppiantando librerie, gallerie d’arte e caffè letterari»
«Sì, ne avevo avuto sentore girando per le vie della Capitale. Ma Vanni il popolo lo ama, lo adora! Adesso non mi sovviene il grazioso nomignolo con il quale l’appellano i miei sudditi…»
«Fresco ciollino maestà, anche se le malelingue dicono che sottintenda la fanciulla dimension del principesco membro…»
«Sciocchezze Vanni anche di me dicevan che ero figlio bastardo di tuo padre Cloveo…»
«Sì è vero e ancor oggi qualcuno ne narra per via della paurosa nostra somiglianza, ma io esclusi sempre che mio padre dopo aver adempiuto ai doveri del Mutandiere del Re, potesse dare una qualche sistemata anche alla Regina… Ma insomma la Monarchia per sopravvivere necessita di riforme e solo voi potete adesso perpetuarla»
«E come mio Vanni?»
«Cambiando… ogni giorno…»
«Ma questo Vanni significherebbe che voi ogni giorno dovreste…»
«Maestà le riforme sono dolorose a volte. Io dovrò essere l’ultimo mutandiere reale. Dovrete fare da solo…»
Il Re guardò fuori dalla finestra il grande parco Reale, pensò che il mondo cambia e con lui anche le case Reali. Solo il potere, quello vero non muta. Ed il potere, quello vero, val bene un cambio… di mutande.

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commenti
  1. Viaggi_nell'arte ha detto:

    Ahah simpaticissimo!

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