Fatti non foste – seconda parte

Pubblicato: 30 maggio 2014 in Palindromi

La signora Maria Concetta Li Puma, maritata Passalacqua, girò tutto d’un colpo il tiano sulla balata di marmo. La poltiglia giallastra scivolò lentamente, sbuffando vapore denso che sapeva di bruciato lontano un miglio, e la patina bruna sul fondo confermò che l’impasto si era appizzato tutto. Guardò con uno sguardo sconsolato il marito Raffale Passalacqua detto stuppagghio, per via della particolare conformazione della testa e del collo che ricordavano il tappo della sciampagna.
«Io la lasagna volevo fare, col ragù e la besciamella», disse sconfitta Maria mentre Raffaele con le braccia incrociate esibiva una faccia perplessa.
«Io a te non ti capisco. Una cosa ti ho chiesto; oggi che si vota facciamo la polenta a pranzo. È pure precotta! La verità è che tu a tuo figlio non lo hai mai voluto aiutare…»
«Non diciamo cretinate che quando studiava fuori io ci mandavo i soldi e tu invece ci volevi far fare la fame a quel bambino»
«Ioooo? Ma se ci pagai pure la laurea in Albania!»
«Perché in Italia le università finirono!»
«Tu non capisci niente, tu c’hai solo Amici in testa. Pure il figlio del suo capo andò all’Albania a studiare…»
«Seee, bella faccia che c’ha quello!»
«Senti finiscila, impiattiamo ‘sta polenta e vediamo di spicciarci.»
L’operazione prese tempo per via della inadeguatezza degli attrezzi per il trasbordo della poltiglia gialla nei piatti, il risultato in compenso era pessimo.
«Ghiacciata e grevia come le paglia… Ma il sale c’è?»
«Sale? Ma ce lo dovevo aggiungere? Non è precotta?»
Raffaele scaravento rumorosamente la forchetta sul piatto, distrutto dall’approssimazione della moglie alle prese con la cucina padana. Maria Concetta guardò sconsolata gli schizzi di polenta raggrumata in tutta la cucina. Non era stato il pranzo dell’anno quello, decisamente.
«Raffaele, ma questa Lega Nord che dobbiamo votare è quella che vuole la successione?»
«Secessione, vuole che ci dividiamo, vogliono mettersi in proprio va’»
«Ma era necessario che Michelino…»
«Non cominciamo ancora con questi discorsi, con la crisi che c’è vuoi che Michele rifiutava un posto di consigliere? Piuttosto che ora è, che dobbiamo andare al seggio»
Alcune ore dopo, Maria Filomena Pitruzzella, cugina di parte di padre della suddetta Maria Concetta, nonché grande elettrice di Michele, torturava il citofono di casa Passalacqua.
«Filù che c’è?»
«Dice Matteo che è al seggio, che abbiamo vinto!»
«Vero mi dici?»
«Sì, duemila e passa voti!»
Maria Concetta rientrò precipitosamente per dare la bella notizia al marito, ma questo riverso su un lato non sembrava troppo interessato. Diverse ore dopo Maria Concetta Li Muli, neo-vedova Passalacqua rifletteva sul fatto che nonostante Maletto fosse finalmente leghista, il pronto soccorso dell’ospedale più vicino ancora in Sicilia si trovava.

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