Fatti non foste – prima parte

Pubblicato: 30 maggio 2014 in Palindromi

Abbiamo vinto!
Più del 40% non è una bazzecola.
E adesso l’Europa dovrà ascoltarci. E soprattutto, finalmente, sono anche io in un grande gruppo maggioritario!
Devo dire che fino all’ultimo rischiavo anche io di dare il mio voto a chi avrebbe raccolto un 4% risicato, ma alla fine ha prevalso la stanchezza. E sì devo ammetterlo ero troppo stanco dopo tutti questi giorni ed allora ho deciso. Ed ho fatto bene perché i numeri parlano chiaro: siamo primi in Italia, davanti al PD. Come? Dite che nessuno ha superato il PD? Come no? Affluenza 58.6%, non votanti 41.4%, PD 40.8%.
Sì io questa volta non sono potuto andare, perché ero in giro a Roma. Bisognerebbe andarci almeno una volta l’anno per ricordarsi cosa vuol dire essere europei, e soprattutto italiani. Non perché questo manchi nei posti dove stiamo di solito, ma nella città eterna questo fatto ti viene spiaccicato in faccia. Perché esiste il panorama europeo ed è fatto di strade, portici, vicoli e piazzette con i tavolini fuori, birra e calici di vino. Cibi, spezie, ritrattisti, musici di strada, mimi, genti di tutte le razze. Campanili, chiese, dipinti, statue e sinagoghe, ricordi della shoa, donne arabe e indiane. Cinesi e giapponesi che fotografano piatti, musei, teatri, autobus affollati, lingue disparate. Rovine greche, romane. E sopra tutto, ovunque l’impero, il potere e il suo oppositore più fedele. Giordano Bruno e il Papa, tutti insieme nella stessa piccola basola a litigare ferocemente dietro due calici di vino rosso.
Questa è la nostra patria, quella pomposamente descritta dal Vittoriale, un festival di Sanremo dei luoghi comuni, ma forse l’unico posto dove ha un senso esporre il tricolore, dove riposano le spoglie di un ignoto caduto di una delle miriadi di guerre che abbiamo combattuto inutilmente sempre per tornare al punto di partenza. A quel salmodiare cupo della funzione in Vaticano tutta in latino. La lingua globale dell’impero.
Questo intendo per cultura, non è rimasta mai uguale proprio perché è eterna. È la cultura europea, è nata in mezzo al Mediterraneo e da quella bisognerebbe ripartire. Dividiamoci di nuovo in guelfi e ghibellini, l’importante è che sia il Papa che l’imperatore la sera leggano Dante e Bruno, al suono delle cetre, sorseggiando vino speziato e guardando in lontananza il sole tramontare sui campanili, mentre muezzin invitano alla preghiera e rabbini velocemente attraversano al semaforo per entrare in sinagoga.
L’importante è che Papa e Imperatore, ascoltino musiche bellissime, commissionino dipinti magnifici e statue imponenti, costruiscano panorami indimenticabili e ascoltino poeti, leggano storie raffinate in libri preziosi.
E l’importante è che al collo di Pasquino, di notte, io possa andare, e con me in tanti, ad appendere gli sberleffi per il Papa e per l’Imperatore.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...