Restiamo umani – parte prima

Pubblicato: 18 aprile 2014 in Palindromi

L’uomo li vedeva ogni volta che era di servizio. Arrivavano dalla stradina sterrata tenendosi per mano. Ognuno con il suo zainetto.
Alle volte Miriam aveva un fiore piccolo in mano. Era Jusuf che lo strappava dai bordi dei viottoli che percorrevano mano nella mano e a lei lo porgeva . E ogni volta Miriam arrossiva e diceva «grazie Jusuf è il fiore più meraviglioso che ho mai visto». Sempre. Anche se era un misero fiore di campo spennacchiato. Ed era vero perché i fiori nelle sue piccole mani acquistavano bellezza e colore e questo piaceva moltissimo a Jusuf. Li vedeva spiccare sulla carnagione ambrata di Miriam ed allora lui pensava che davvero quello era il fiore più bello che avesse mai visto e le depositava il suo piccolo bacio sulla guancia. Poi continuavano uno accanto all’altro fino al varco. Lui andava avanti due passi, si girava e con la mano faceva un bel gesto di saluto, poi si tuffava nella fiumara umana che caoticamente si comprimeva dentro il varco. Arrivato dall’altro lato guardava ancora una volta Miriam, alzava il pollice per dire tutto ok e iniziava la strada verso il villaggio.
L’uomo se li era scolpiti in testa quei volti ed anche a distanza di anni, rintracciò il viso di Miriam dentro la mimetica nella pattuglia. Pensò che non era cambiata poi tanto, la guardava scrutare il varco in attesa di qualcosa. Inquieta e pensosa. Forse attendeva Jusuf, pensò. E così era, perché dopo un po’ lo vide spuntare nella folla che schizzava fuori dal varco. Con la barba e quel viso teso in pochi lo avrebbero riconosciuto, ma l’uomo quegli occhi non li aveva dimenticati.
Miriam e Jusuf si guardarono e in un attimo compresero che era troppo tardi, che il congegno che Jusuf si era fatto attaccare addosso era all’ultimo tic. Una luce, un tuono, uno squarcio dentro i timpani e la pelle e le ossa. E polvere, stridore di denti, sangue, pietre e lacrime, impastate di rabbia e di odio. Tutto cadde a terra violentemente insieme alla mimetica con dentro il viso di Miriam.
L’uomo si avvicinò, guardò il fango e il sangue su quel volto di bimba, e alzando la testa li vide bambini, in fondo alla strada per mano. Guardavano entrambi e lo salutavano con le manine. Lui ricambiò con un mesto sorriso. Poi per mano iniziarono leggeri a planare sul prato vicino. Poi sempre più in alto e più in alto e ancora di più. Scomparvero, finalmente liberi di essere umani.

Annunci
commenti
  1. catenomarco ha detto:

    L’ha ribloggato su L'ordalia dell'acquae ha commentato:

    Uno dei palindromi che dedico ancora ai Palestinesi e Israeliani prigionieri dell’odio

  2. tonyborghesi2005 ha detto:

    Che bello.Marco sei veramente un grande. La guerra è orribile. Non ci sono giustificazioni per farla. Solo la stupidità dell’uomo può portare ad una guerra. Perché usare la violenza quando ci sono le parole?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...