Quattro

Pubblicato: 21 marzo 2014 in Delirii

Bene, ora sapete tutto di me.
Sebbene io non sappia ancora nulla di me.
Ed allora prendete la mia mano e coinvolgete il mio essere in questa discesa all’infero ricostituirsi di una antica civilità.
Lasciatemi incolume o perdetemi del tutto, ma almeno smettete di candidarmi ancora e ancora per tenzoni implausibili contro mulini a vento.
Stanco, avvio la mente verso quel lontano imbarcadero.
C’è quell’uomo che meticolosamente incide calcarenide dando forma e anima, una scalfitura alla volta.
Ci sono i due nei loro cardigan a coprirsi dalla brezza che soffia leggera dalle saline.
Silente la piroclastica irruzione del tramonto rosso sulle labili nuvole dell’orizzonte.
Ho solo questo sguardo inciso negli occhi con un mulino dentro.
Ho solo questo che avverta un senso e solo questo ho voglia che rimanga. Non altro, non inutili e tormentate lotte per la desertificazione di un pianeta brullo e inospitale.
Voglio stare qui, sorseggiare il mio tè guardando scomparire il giorno ingoiato dai cumuli di sale ad asciugare.
Voglio diluirmi nella notte senza stelle prospiciente il mare a guardare Mozia nel suo perenne affogare.

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