La bellezza tradita – parte prima

Pubblicato: 21 marzo 2014 in Palindromi

Scena 1: Roma, Cappella Sistina. Interno.

La MDP scorre sugli affreschi. Dietro l’altare c’è una Madonna con gli Apostoli. Poi inquadra anche scene con Mosè.
Fuori campo si sentono due voci e in sottofondo una musica d’organo.

Voce 1: ho detto che non voglio sentire ragione!
Voce 2: ma santità la Vergine del Perugino… L’abate che dirà?

La MDP inquadra i due uomini che parlano: sono Clemente VII con un piviale rosso ed intarsi oro ed un chierico vestito con una veste corta bianca su una tonaca nera.
Passeggiano, il pontefice guarda a terra, le mani intrecciate dietro la schiena. Il chierico, osserva il tripudio di affreschi, ma senza tradire emozione. Nel suo viso c’è scritto che quel panorama è per lui usuale sino alla noia.

La MDP li segue su un lato mentre procedono nella cappella. Il chierico è mezzo passo dietro.

Clemente: l’abate? Lo voglio sentir aprire bocca quello, così lo metto alla segreteria e vediamo se trova ancora il tempo di andar dietro le novizie.
Chierico: ma padre Menico quel sant’uomo…
Clemente: lasci stare i santi e spedisca la missiva a quel tale.
Chierico: Michelagnolo? Ma il sodomita…

La MDP si ferma, insieme ai due. Anche la musica di sottofondo si spegne. Il pontefice guarda di colpo il chierico con uno sguardo che scava dentro il suo essere. Poi alza gli occhi e con un gesto eloquente della mano invita il chierico a guardare gli affreschi.

Clemente: guardi, questa è la Parola di Dio. La bellezza. A Michelagnolo sarà perdonata financo la sodomia. A noi molto meno.

I due rimangono così a naso in su mentre la musica d’organo riprende vigore in un crescendo che diventa frastuono. Sulle pareti svanisce lentamente la Vergine con gli Apostoli, per prendere forma il giudizio universale.

Scena 2: Roma, interno, ufficio di un gruppo immobiliare.

La MDP inquadra un particolare del giudizio universale. La musica d’organo si interrompe di colpo. Mentre il voltare di una pagina svela che quella immagine è solo una foto dell’affresco in una guida turistica. L’inquadratura si allarga mostrando di spalle un uomo con una capigliatura nera tinta evidentemente posticcia. Sta parlando al telefono con qualcuno che non sentiremo. Dalla vetrata di fronte a lui in lontananza si vede la cupola di San Pietro. Il sole è al tramonto. E intanto continua a girare le pagine fino a fermarsi su una. Si leggono distintamente i nomi di alcuni hotel. Li scorre con un dito. Sino al penultimo.

Uomo: eccolo! Come ho fatto a perdere il numero sul cellulare poi!
Ascolta il telefono.
Uomo: hotel gressy, tu vai lì e devi stare tranquillo.
Ascolta il telefono.
Uomo: ha un ingresso secondario. Dai il documento tu alla reception. Poi dici che ti manda il Boardo e lui capisce.
Ascolta il telefono.
Uomo: ma no che non ti chiede i documenti delle ragazze.
Ascolta il telefono.
Uomo: una 15 e l’altra 16. Sì! Ok ci sentiamo dopo così mi dici se ti sono piaciute.

L’uomo posa il telefono. La MDP inizia ad inquadrare le mani mentre la musica d’organo torna con prepotenza a crescere.
L’uomo poggia la guida di Roma sulla scrivania. Dal ripiano prende da dentro una scatola un frammento di muro con la dea Artemide dipinta sopra.

La MDP stringe sul dipinto mentre l’organo diventa nuovamente frastuono. È bellissimo.

Scena 3: Roma, esterno, Via davanti all’hotel Gressy

Fumo, macerie, gente che urla. Sirene si sentono arrivare da tutte le direzioni. L’insegna rossa dell’albergo giace sul selciato.
Dal fumo un uomo tracagnotto con un vestito di lino sporco di polvere scura, si allontana quasi defilato dalla scena.
La MDP lo inquadra mentre tenta di indossare un paio di occhiali da sole scuri mezzi rotti. Poi torna sulla scena.
Una troupe televisiva si schiera davanti ad una avvenente donna sulla trentina. Somiglia ad una delle veline di Striscia la notizia.

Donna: mi si vedono le tette? No perché poi quel deficiente di Belrio mette in giro che so’ rifatta.

Qualcuno urla tre secondi in onda. Lei si concentra verso quella che sembra la camera. E sorride falsamente.

Donna: buona sera. Una nuova tragedia legata alla poca manutenzione degli edifici nei centri storici. Poco più di venti minuti fa una palazzina che ospitava una piccolo albergo è crollata. Si pensa ad un cedimento strutturale, ma saremo più esatti appena arriveranno i tecnici. Per il momento è tutto a voi la linea.

Lo sguardo della donna si sposta su qualcuno accanto alla camera.

Donna: si so’ viste le tette, sì?

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