Tempi moderni – parte seconda

Pubblicato: 28 febbraio 2014 in Palindromi

«E mi sia consentito il dire che è ora di finirla con questi annunci. Il popolo italiano ha il diritto di capire una volta per tutte la politica economica e sociale che questo governo di cambiamento deve e vuole fare immediatamente.»

Davanti allo specchio Gennarino Esposito in arte Claudiovilla tutto attaccato, neomelodico progressive, provava il discorso di insediamento, mentre il figlio Michele guardava perplesso.

«Che è non ti piace il tono?»
«No, no il tono è buono per carità! Ma…»
«Ma?»
«Papà, ma come ti è venuto in testa di fare il concorso per premier…»
«Michelino te l’ho spiegato dieci volte! Quel giorno a Roma dovevo fare il provino per XFactor, ma lo zio Pasquale lo sai che non ci vede, ha sbagliato a leggere la tabella della strada e mi sono ritrovato nel bel mezzo della convention del nuovissimo centrosinistra con avvitamento a destra moderato riformista che stava votando in streaming il nuovo candidato premier. E li ho capito che quella è la mia strada perché Michelì io arrivo, io emoziono. L’ha detto pure la Ferilli. Voglio dire l’hai presente che pezzo di…»

La scampanellata li interruppe e dalla porta una inferocita signora Maria con tanto di bigodino in testa, invase a male parole l’ingresso.

«Gennarì la macchina, quei deficienti degli amici tuoi si sò portati la macchina. Dice che da oggi non si può più posteggiare di sotto che questa è residenza di stato. Questo è diventato uno stato di polizia. Adesso io che devo fare che tuo fratello Peppe sono tre anni che non lavora? La multa come la pago con questo?» concluse la donna toccandosi il di lei abbondante di dietro.
«Eh come fai! Sono o non sono il nuovo premier? Michelì, telefono please!»

Michelino corse in camera e diligentemente tornò con il cellulare in mano.

«Pronto! Angelì, ciao carissimo, c’è pure Il presidente con te? Bravi, salutamelo tanto, tanto. E ti volevo dire questo, ma non è che ti trovi qualche amico che mi toglie una multa? Bravo Angelì e lo sapevo che eri la persona giusta! Cia’, cia’ affrappochissimo, cia’.»

Chiuse e guardò sprezzante la cognata.

«Fatto perché il mio è il governo del fare…»

Il telefono squillò nuovamente.

«Oh! Presidente carissimo. Sì sono quasi pronto. Mi metto la cravatta nuova che mi ha regalato la fistledi (tutto attaccato) e poi scendo che ti faccio incartare due sfogliatelle al bar dell’angolo ch’è una vita che non le mangi così, contento? Come scusa? Il canone? No, cioè io lo volevo pagare, poi ho avuto un imprevisto… Ah, ci voleva essere abbonato Rai per il concorso… Io avrei l’abbonamento ANM, dell’autobus… Ah, non vale… Ma quindi non se ne fa niente? Mannaggia ma scendo a pagare il canone in un attimo… Ah è scaduto… E niente va? Si vede che era destino! Ma una cosa visto che io arrivo, che emoziono, no, che ne so un Sanremo, anche giovani… E vabbe! Ma io sono giovane dentro preside’ e poi parla lei scusi…»

Sconsolato guardò il volto deluso della cognata alla quale era crollato un bigodino.

«Vabbè scusa mi passi Angelino? Sì, Angelì, ma la multa me la levi vero?»

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...