Tempi moderni – parte prima

Pubblicato: 28 febbraio 2014 in Palindromi

Mariuccia con il suo nuovissimo smartphone whatsappava istante dopo istante la cronaca della giornata. La signora Pinuccia guardava il suo programma di spot pubblicitari preferito sui suoi Google glass.
Il nonno Mimmo era seduto nelle file riservate ai festeggiati. La prima a vederlo fu Mariuccia, che gli saltò al collo gridando a squarciagola che quella era la sua festa e che lui aveva finito di lavorare per sempre. A Mimmo transitò un velo di tristezza negli occhi, aveva novantadue anni ma gli esperimenti di ingegneria genetica a cui si era sottoposto ed i farmaci contro i radicali liberi, uniti alla dieta frugale che seguiva da anni causa crisi economica, gli avevano conferito un aspetto da trentaseienne. Quel giorno c’era una gran folla nell’auditorium e con lui attendevano anche due suoi colleghi della Spectre. Uno alla volta i pensionati venivano chiamati sul palco dove ricevevano il TFR, intervallati da spot pubblicitari sui prodotti di bellezza Facial+ e sulle armi automatiche con proiettili all’uranio impoverito per bambini. Sul palco la sedia in velluto rosso con i due inservienti in tunica bianca da cerimonia.
Ad un certo punto la presentatrice della trasmissione chiamò il nonno Mimmo. Era arrivato il grande momento. Con un viso leggermente emozionato, l’uomo si alzò dalla poltroncina verde pistacchio, baciò tutti i pochi parenti che erano intervenuti e tenendo per mano Mariuccia si avviò verso la poltrona per ricevere l’agognato trattamento di fine rapporto. La bimba aveva infatti chiesto esplicitamente di stare accanto al nonno durante la cerimonia.
Mimmo sedette e fece un cenno con il capo ai due inservienti, poi dalla regia ricevettero l’assenso e tornarono tutti in posizione di riposo. Quando tutto fu pronto, partirono i dieci minuti di filmato sulla vita di Mimmo, i ventidue licenziamenti, gli esperimenti di genetica, la volta che gli crebbe un naso sulla natica destra per errore, i sei lifting sperimentali alle caviglie e la convalescenza in sedia a rotelle sponsorizzata dalla FCA, nota casa automobilistica americana.
Poi si accesero le luci: Mariuccia gli teneva la mano destra chiusa a pugno, mentre mandavano l’ultimo spot pubblicitario su uno sceneggiato revisionista che dimostrava come gli ebrei polacchi avevano organizzato la shoa per odio verso i crauti. Mentre gli inservienti si preparavano per il TFR, dal fondo della sala una voce iniziò ad urlare che bisognava fermare tutto, che quello era un vile truffatore, un uomo senza principi morali. In TV lanciarono venti minuti di pubblicità sul nuovo gioco della Bush Inc., il piccolo chimico arabo, mentre in sala si compiva la tragedia.
A quanto pare Mimmo, insieme ad un hacker suo amico, aveva taroccato il libretto di lavoro, anticipando di quasi tre anni la pensione. La sala intera fu presa dallo sgomento più assoluto, non erano infrequenti casi del genere, ma ancora la gente non si era abituata a queste mancanze di rispetto per le multinazionali. Mimmo però aveva previsto anche questo e data una rapida occhiata a Mariuccia, chiuse gli occhi. La bimba non vista azionò la levetta arancione ed il liquido azzurrino percorse rapitamente il tubicino trasparente entrando nel flusso sanguigno di Mimmo.

Dall’alto lo spirito di Mimmo guardava gli inservienti armeggiare sulla macchina nel vano tentativo di interrompere il trattamento. Li vide felici mentre venivano portati via dalla polizia della Spectre: per motivi bioetici l’eutanasia era infatti vietata e loro che l’avevano praticata per errore sarebbero stati condannati a morte. Vide anche Mariuccia che con la manina lo salutava, poi attraversò il tetto e passando i vari strati dell’atmosfera si diresse alla sua destinazione finale. Dall’alto la terra nel suo azzurro pacifico sembrava un posto bellissimo: un paradiso.

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commenti
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