Arcadia – Extra – La conferenza

Pubblicato: 10 febbraio 2014 in Arcadia, The Incipit

Il professore De Luca comparve sulla pedana e zittì la platea.
 
«Buongiorno a tutti e grazie per essere intervenuti oggi così numerosi»
 
Un po’ di buio scese nell’aula mentre il brusio decadeva in silenzio.
 
«Oggi abbiamo una gradita visita direttamente dal centro di ricerca e sviluppo di Arcadia: il dottor William Emmanuel Dunkel che ci descriverà le strategie di espansione del business Arcadia con particolare riferimento alla sicurezza dei dati ed alla privacy del cliente. Il dottor Dunkel si è laureato all’università di Neuchatel ed è uno dei maggiori esperti di sicurezza della rete informatica oltre ad essere uno dei principali responsabili dello sviluppo della piattaforma Arcadia. Come da sua richiesta non sarà consentita nessuna interruzione durante la sua presentazione. Vi prego quindi di concentrare tutte le vostre domande alla fine del talk. Con questo spero che il seminario sia di vostro interesse e dò la parola al dottor Dunkel.»
 
Wed si alzò dalla poltroncina che occupava in prima fila e nel silenzio prese posto dietro il leggio. Guardò per un attimo la platea e prese dal banco il puntatore laser. Per l’occasione aveva scritto un bot dedicato alla presentazione, che iniziò la recita delle slide sull’avatar.
La platea era molto ampia e la luce poca. Wed utilizzando i parametri del database inizio’ la ricerca, ma quando il risultato apparve ed il volto di Federico fu isolato dalla massa comprese che ne avrebbe potuto anche fare a meno. Dal suo database estrasse alcune foto di molti anni prima. Per un attimo considerò anche una operazione di morphing, ma desistette riflettendo che un minimo di rispetto era sempre dovuto a chi non c’era piu’.
Il ragazzo sembrava pochissimo interessato al seminario. Computer sulle gambe aveva un aria assorta sul monitor.
Edgard gli apparse dal nulla come al solito.
 
«Wed ho il report sul server.»
«Aspetta!»
 
Wed aveva bisogno di tempo, così configurò il bot per inserire le venti slides opzionali sugli spyware e si mise in ascolto del daemon.
Se non avesse dato al bot il controllo totale dell’avatar avrebbe sbattuto i pugni sul leggio.
 
«Edgard come è possibile che anche cambiando le schede di rete il server si maschera. Questa roba io la conosco da troppo tempo, non c’e’ nessuna connessione sinaptica ancora. Avete controllato i sensori di interfaccia?»
 
«Sostituiti Wed… Ma c’è dell’altro.»
«Cosa?»
«C’è un flusso dati bidirezionali in questo preciso momento»
«Criptati?»
«I canali sono cinque in totale. Quattro criptati ed uno pubblico»
 
Wed attivo il mapper. La porta era la 4212. Connesse il flusso al suo server. Almeno questa funzionava. Il flusso era audio. Codec AEC.
Il bot era alle ultime due slides. Connesse il reader. Il bot era praticamente ai ringraziamenti. L’avatar sorrideva compiaciuto. Che faccia da idiota si era dato! Con un ritardo appena percettibile la sua voce gli rimbombo’ in testa sovrapposta alla voce nell’aula. Il flusso audio era la sua presentazione.
Stacco’ il bot e riprese il controllo. Proprio mentre partivano le domande.
 
Rispose per tre quarti d’ora alle curiosità degli intervenuti. Alla fine strinse un numero esagerato di mani e poi si avviò fuori. Sentiva mancare l’aria; sapeva che queste parole non avevano senso, ma quella era la sensazione esatta. Ripensò le operazioni che aveva compiuto per decine di volte, gli errori erano impossibili e poi c’era la faccenda dei canali criptati: sul taxi che lo avrebbe portato a casa, finse di concentrarsi sulla gente per strada, ma continuava discutere con Ed ed il dottore.
 
«Edgard?»
«Dimmi Wed»
«Hai registrato l’origine del flusso della porta 4212?»
«C’è stato un disturbo sulla portante purtroppo»
«…»
«Ma so di certo che era nell’istituto di ingegneria. Entro quaranta metri dall’avatar!»
 
Il Lo Cascio si caccio’ in gola il quarto torroncino della giornata.
«Stai diventando vecchio Wed. Molto vecchio. E perdi colpi, ti sarai ascoltato da solo»
«Dottore lei sa benissimo che non è così! È la terza volta quest’anno che capita qualcosa di strano su Arcadia»
«Wed la conosco questa storia degli hackers, ma mi pare che in nessuno di questi casi è stato dimostrato nulla, c’è qualcosa che non funziona negli ultimi server installati, a me sembra ovvio, ma a voi ipertecnici questo non va giù ed allora cercate spiegazioni esoteriche»
«Dottore, chi ha combinato tutto questo conosce Arcadia, come me e lei, non si comanda un server…»
«Wed ascoltami, anni fa io ho fatto anche cose che non dovevo fare per generare tre dei migliori cervelli per Arcadia, il mio tempo sta scadendo e non ho voglia di stare a sentire te e la tua casta di bamboccioni. Io voglio risolvere il bug, lo devo ad Ada! Ho scelto te perché almeno con Francesco non volevo intoppi, tu sei in parte suo padre. Che diavolo ti succede, risolvi questo dannato problema e porta il cervello di Francesco su quel maledettissimo satellite, integro!»

Il viso del dottore non era quello solito, mentre pronunciava quelle parole: il programma aveva utilizzato deformazioni molto esplicative dello stato di accoramento dell’uomo. L’avatar quasi avvertisse realmente la stanchezza di quello sfogo, precipitò sulla poltrona dello studio. Wed scosso, fece un segno di saluto nervoso. Eddy, come giusto che sia, registrava privo di emozioni la comunicazione tra i due; salutò anche lui e scomparve così come era apparso. Fuori dalla finestra si vedeva gente, il dottore adesso pensava a qualcosa, mentre fuori dalla porta alcune voci note annunciavano una visita.

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