La sventurata rispose – parte seconda

Pubblicato: 24 gennaio 2014 in Palindromi

– Pronto?
– Ciao, sono Matteo.
– Ciao Matteo, tutto fatto quindi. Mi pare che vi siete messi d’accordo.
– Eh sì! L’ho detto chiaro. O con me o contro di me.
– Bravo Matteo, questo è fare il leader!
– Ehm, papà!
– Sì, Matteo
– No è che pensavo… non è il caso di dirlo?
– Bhe! Ci pensavo proprio ora che portavo fuori il cagnolino.
– E che pensavi?
– Che dovrebbero averlo capito, ci somigliamo troppo, da un po’ stiamo sempre assieme. Diciamo quasi le stesse cose. Non lo so! Forse lo sanno già tutti. Magari non serve ribadirlo. In fondo imbarazza anche me! Li comprendo.
– Non so! I compagni mi guardano strano da un po’. Non sono convinti ! Ti vedono arrivare ogni giorno alla stessa ora e si fanno tante domande. Tipo: chi è quella con la gonna corta?
– Capisco! Magari con una gonna più lunga… o i pantaloni!
– Papà, ecco… non è tanto la gonna… sai forse è quella quinta di seno che… voglio dire ecco attira!
– Si in effetti forse è esagerato! Con il chirurgo eravamo rimasti per una quarta, ma lo sai, mi conosci, io faccio le cose in grande.
– No babbo, non è un discorso di misura. Voglio dire una prima o una seconda, sì, probabilmente non si noterebbe molto. La quinta non aiuta. Ma ecco… Papà, il problema è il lifting…
– Si nota vero?
– Eh! Un bel po’. Voglio dire anche i capelli, con quella fronte alta… e si vede che sono finti.
– Sì mi ero accorto, però sai è che…
– … e i tacchi? Insomma magari da lontano non si notano, ma… Capisci?
– Matteo sì che capisco, ma ti ho spiegato che non posso nascondere la mia natura.
– Sì, certo! In fondo io non mi scandalizzo lo sai. Il problema sono i compagni.
– Seppur anche loro…
– Eh, lo so! Ma non è che funziona così, non è che mal comune…
– Matteo! Ma come!? E dopo tutti i discorsi che ti ho fatto! La faccenda della libertà delle persone! Le false morali sessuali! Voglio dire, Matteo!
– Hai ragione, hai ragione… Comunque io oggi esco un’ora prima, vieni tu o mi mandi solo l’autista?
– No, vengo anche io. Volevo salutarti… ti ho spiegato che per un po’ starò via; ho da togliermi… diciamo un pensiero. Facciamo così ti prometto che oggi niente gonna, scollature e neanche tacchi. Ok?
– Vabbè! Ti aspetto allora…
– Ciao e divertiti con i compagni.
– Ehm… Papà, un’ultima cosa volevo chiederti…
– Dimmi Matteo!
– Ecco ne parlavo con mamma…
– sì, dimmi…
– no mi chiedevo, ma adesso che… ecco diciamo il discorso…
– dimmi Matteo forza che ho una riunione importante…
– Papà ma adesso che cambi definitivamente sesso io come ti devo chiamare? Pure mamma?

La linea cade. Matteo Sbezzeguti di anni 12, chiude il cellulare ed entra a scuola. Perplesso.

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