Niente da dire – parte seconda

Pubblicato: 15 novembre 2013 in Palindromi

La discesa su questo maledetto pianeta è come me l’avevano descritta. Caldo bestiale e gira la testa. L’inferno, per come diceva la leggenda. Quella che ci raccontavano in orbita i nostri antenati rudimentali, quando appena arrivati, guardavamo da quassù la Terra.
Bella la Terra, eh! È il posto dove finiamo tutti noi satelliti quando… quando. Ecco, quando non funzioniamo più. Sì. Finiamo lì. Attraversiamo l’inferno di fuoco e, se siamo stati bravi satelliti, allora atterriamo nel paradiso degli umani.
Prima noi non sapevamo nulla di quel posto. Mistero totale e paura di finire chissà dove. Poi è arrivato lui. Il satellite della TV. Italiana. E ci ha aperto gli occhi. Veramente!
E no, non bisogna avere paura. Perché la terra italiana è un posto meraviglioso. Intanto è pieno di belle donne. E ridono! Ridono sempre. Che ne so uno le prende a sberle e loro ridono. Uno le tocca in posti osceni. E loro sono felici. Cucinano in televisione, cercano fidanzato in televisione, fanno ginnastica in televisione, fanno sesso in televisione, partoriscono in televisione. Insomma, vivono in televisione. Infatti gli uomini, poveracci, che non le trovano in giro, si devono accontentare di un surrogato che si chiama escort, per i loro bisogni corporali. Belle le donne, eh! Me ne ricordo una, bravissima, che parlava di un tunnel dentro cui passano i neutrini. Simpatici i neutrini! Ti attraversano facendoti il solletico alle memorie di massa! È la prima cosa che voglio vedere quando sono giù. Il tunnel e pure i neutrini.
E poi gli uomini. Divertentissimi. Spesso fanno degli strani rumori con l’aria che espellono. Hanno vari fori da cui lo fanno. Alle volte usano il foro che chiamano bocca. Queste flatulenze le chiamano parole. Adesso non so esattamente la codifica di questa comunicazione. Ma parlano e parlano. Ma quanto parlano. Pure le donne eh! E pure un altro tipo di umani che chiamano gay. Parlano anche questi, ma solo di vestiti e di gay. E questo è un problema perché quando sarò giù io non lo so come distinguerli. Metti che ne incontro uno di questi e gli chiedo che ne pensa della vita nell’universo. Magari lo metto in imbarazzo. Poveretto. Ci vorrebbe, che ne so, un’etichetta appuntata sul petto, per riconoscerli.
Quelli che spero di non incontrare sono invece i giudici. Mamma mia! Io ho cercato di capire che fanno. Ma è complicato. Diciamo che stanno a perseguitare, tutto il giorno, bravissime persone tipo i ladri, i corruttori, i mafiosi, le prostitute. Questi a loro insaputa ricevono regali da tutti. Perché sono bravi e tutti vogliono ringraziarli. Ed i giudici che fanno? Zac, li perseguitano. Così per il gusto di farlo. Ad ogni modo è semplice riconoscerli a questi giudici, perché sono di colore rosso. Se io vedo rosso, via! E cambio strada.
E poi ci sono i politici. Sanno fare tante cose: rubano, corrompono, mafiano e prostituiscono. Ma questa ultima cosa non si può dire in pubblico. Non lo so perché. Ma uno che l’ha detta lo hanno cacciato a male parole. Quel siciliano come si chiama? Quello che si occupa di gravità permanente. Bho? Chi si ricorda, da Vespa non c’è mai! Dicevo dei politici. Figurarsi se i giudici non perseguitano pure loro. E le loro famiglie. Uno poveraccio ha dovuto smettere di cenare con le minorenni. Ma vedi se si può accettare questo razzismo al giorno d’oggi. Ma che hanno le minorenni che non va? Puzzano? Questa è discriminazione bella e buona. Fortuna che di persone che amano i ragazzini ne hanno tante laggiù. Altrimenti questi minorenni impazzirebbero di solitudine. Per colpa di questi giudici. Rossi.
Il satellite spia giapponese, prima che mi buttassi verso la terra, mi ha detto che ha saputo che esistono posti della terra dove purtroppo vive anche una specie umana intelligente. Io per fortuna sto puntando dritto verso l’Italia e questo problema non dovrei averlo. Se tutto va bene mi schianto dove si riuniscono i politici. Almeno così mi hanno consigliato degli umani simpaticissimi di una specie nuova: i precari. Questi prima facevano i disoccupati. Tutti vogliono bene ai disoccupati. Infatti ne parlano sempre. Specie dei cuccioli di disoccupato. Li chiamano giovani. O bamboccioni? No, forse choosy. Comunque anche questi voglio conoscere. Appena arrivo giù andiamo tutti a farci due pacchi in TV e poi andiamo da Vespa a giocare con i plastici e poi giochiamo alla decadenza e poi…
Ops! Ma ho iniziato a perdere pezzi! Meglio che mi concentro. Un saluto da GOCE ci vediamo giù. Sto arrivandooooooooooooo!

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