Sedici

Pubblicato: 28 ottobre 2013 in Delirii

La strada é quella. Indubbiamente.
Da piccolo ci si vedeva all’angolo. Anche d’inverno. Tutti chiusi infagottati nei giubbotti a vento. Blu, perché quello é il colore fondamentale del vento.
L’angolo é ancora dove lo ricordo. No, non parlo dell’angolo strutturale. Certo! Quello esiste. Anche io esisto. Ma non più come allora. Ho cambiato svariati modi di vestire e pensare. Quell’angolo no. Ha ancora la stessa capacità di definire lo spazio adatto all’attesa. Nonostante l’attesa non sia la stessa di allora.
Io e lei ci siamo cambiati a vicenda. Abbiamo percorso le stesse parti di mondo. Ed ogni volta abbiamo allenato la pazienza. Il pensiero del prima che arrivi. Del momento prima che quell’angolo accolga l’appuntamento.
Io da piccolo aspettavo l’arrivo del Super Santos. Dell’incavo sotto il braccio della persona che lo portava verso il campetto. Poi ho aspettato incontri con lei che arrivavano mai puntuali.
– Ciao.
– Ciao.
Non sapere che dire realmente e cavarsela con il solito stai benissimo. Poi ho aspettato me stesso. Arrivando puntuale, ma stranamente in ritardo rispetto alle cose da fare. Sempre con il vestito sbagliato. L’occasione perduta. La storia già scritta.
Gli angoli hanno questo di buono. Rimangono fermi nel loro essere fermi. Anche quando scandiscono il tempo che passa tra un incontro ed un arrivederci a domani. Separano i percorsi di chi abita in posti vicini e si lascia all’angolo, per trovarsi ancora domani e domani.
Ma oggi é giornata maledetta. Quell’angolo é vicino alla sua fine fisica. È strano per me partecipare alla sua demolizione. Tiriamo giù il palazzo mezzo diroccato dal terremoto. E con lui l’angolo e la possibilità di incontro di uomini e donne in quel preciso punto di mondo. Lo guardo nell’esatto istante del collasso. Nella polvere densa del crollo programmato.
Da li passerà una strada che porterà al mare. Blu. Come il vento dei nostri giubbotti. Degli occhi della ragazza che stava benissimo. Della maglia del tipo con il Super Santos. E la gente passerà in quel punto e non avrà alternative. Potrà andare dritto e basta. L’angolo dava possibilità di svolta. Di scelta, tra andare a casa o in direzione esattamente opposta. La sua assenza vieta tutto questo. Lo esclude già nell’aria opaca della polvere densa di un crollo ingegnerizzato.
– Ciao.
– Ciao.
– Ne avrei cose da dire oggi. Storie. Immagini recuperate in angoli di mondo che non conosci. Peccato che non posso darti appuntamento all’angolo. L’ho tirato giù con l’esplosivo collocato in punti precisi. Sono bravo sai? Ho imparato bene a demolire le cose.
– Le cose e gli angoli.
– E sì, le cose e gli angoli…
– Vado allora…
– Vai? Dove?
– Al mare. Tu vieni?
– No. Grazie ho altra roba da demolire.
– Allora ciao.
– Ciao allora.
– …
– A proposito stai benissimo…

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...