Chi sono. Cenni biografici del tenutario del blog

Pubblicato: 19 ottobre 2013 in Uncategorized

Nasce come previsto il 5 maggio del ’67, su un tavolo di formica azzurro. Non lo ricorda ovviamente, ma così narra la mitologia familiare. Per garantire un’atmosfera epica, il parto avviene in casa, compreso di strangolamento da cordone ombelicale. La seppur temporanea cianosi, oltre a colorare di un bel viola lutto le labbra del piccolo, distrugge irreparabilmente la zona cerebrale che afferisce alle attività economiche e giuridiche.
Con solennità gli é imposto il nome del nonno Cateno, più uno bonus da utilizzare veramente, Marco per l’appunto.
Infanzia normale, niente di segnalare. A parte la predisposizione naturale per il giuoco del battone (se non sapete cos’é questa disciplina sportiva, documentatevi con pazienza nel blog). Finito trionfalmente l’Istituto Tecnico per Geometri, si rende conto che la sua vocazione non é progettare cappelle funerarie e stalle. Così, indeciso tra lettere e filosofia ed architettura, sceglie fisica. E testardamente si laurea, coronando il sogno di sentirsi dire “guarda é un fisico”.
Grazie al fascino discreto dello scienziato pazzo, seduce una sua collega di corso, che non solo lo sposa, ma riesce a dargli pure due figli di notevole bellezza e intelligenza. Per un inspiegabile fenomeno, infatti, il suo patrimonio genetico é stato quasi completamente inattivato durante la fecondazione. Ha solo trasmesso la forma del pollice del piede destro. Entrambi i figli dichiarano comunque che, raggiunta la maggiore età, provvederanno all’amputazione.
Vive a Catania, dove si é trasferito troppo tempo fa per gravi motivi economici. Ed alle pendici dell’Etna lavora da sempre nella ricerca e sviluppo di STMicroelectronics. Nel capoluogo etneo ha dato vita ad una enclave panormita, di rito d’agostiniano ortodosso. È ad esempio promotore della class action contro la dirigenza rosanero, per i pesanti danni morali legati agli ultimi derby ed alla retrocessione in B. In quanto affiliato panormita, é assolutamente convinto che ogni possibilità di salvezza del mondo passi dalla restaurazione della monarchia degli Altavilla a Palermo, prima sedes corona regis et regni caput.
Ha una passione mai sopita per:

1) la storia della capitale – ci siamo capiti quale é – ed in generale per quella della Sicilia e del Mediterraneo.
2) Per la NWOBHM (non sapete cos’é? Fatti vostri) ed il progressive metal. Per gli Iron Maiden – dei quali é acritico e sfegatato fan – e per Bruce Dickinson. Non ascolta mai al contrario perché non capisce l’inglese al contrario.
3) Per la musica tutta tranne, inspiegabilmente, i neomelodici. Anche se al contrario sono interessanti. Togliendo il volume.
4) Per la storia del pensiero. A proposito non si trova materiale per quanto riguarda gli ultimi vent’anni. Come se non si fosse pensato. Può essere?
5) Per i libri.
6) Per il cinema.
7) Per l’informatica.
8) Per la buona cucina, che non significa mangiare e basta.

Ci sarebbero anche gli acquari d’acqua dolce ed i mobili antichi, ma qualcosa andava tralasciata. Nel tentativo di approfondire tutti questi campi ha maturato una inarrivabile ignoranza enciclopedica: ad oggi può affermare di non sapere nulla di quasi tutto.

Da sempre scrive sequenze di parole che alle volte hanno senso, ispirandosi esplicitamente al tubolario. Poi le rilegge e visto che in effetti fanno senso, affida il loro oblio al simulato disordine di cui si é dotato per fingersi genio. Ora ha deciso che queste parole, nell’era di internet, devono essere raccolte a futura prova della sua innocenza. Per questo nasce questo blog. Per mettere ordine e fare spazio. Per giocare con il web. Spinto a questo anche da un losco individuo siculo-lucchese di etnia panormita. Tale G. Caleca, affetto da mania autodistruttiva che lo induce a leggere robe assurde ai microfoni di una webradio indipendente, la famigerata Etnica Radio.

Un giorno metterà assieme anche un libro. Forse due. Nel frattempo, come al solito, fa finta di essere in grado di scriverli.

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