Nani e gnomi a Flatland: parte prima

Pubblicato: 9 ottobre 2013 in Palindromi
Io oggi faccio outing. Io non sono occidentale. Non è una gran notizia lo so. Ma voglio spiegare perché ho necessità di affermarlo.
Credo che il giro di boa del 2000, non sia solo un dato temporale, da archiviare con il millennium bug e le foto del memorabile capodanno. 
Credo che continuare a misurare il nostro mondo, con gli strumenti ottocenteschi, mal restaurati, del filosofo tecnologico manager, sia un pessimo esercizio di geodesia. È la nostra involuzione progressiva ad aver partorito il triste demiurgo, che è il filosofo tecnologico manager. Un desolante meticcio liberista di sinistra, che non ha una definizione non contraddittoria con cui presentarsi. Legge di karma e di fisica quantistica, ma ha lo sguardo proiettato sulle trimestrali e non alza mai la bocca dal fiero pasto. Il suo tempo non è il millennio, ma le week nelle timeline. Ha una concezione di anima chiarissima e connessa al rendimento dei futures a Wall Street.
Ecco. Io credo che i tanti, troppi, esponenti di Pd e Pdl siano le incarnazioni fisiche del filosofo tecnologico manager. Il velo di Arcore ha a lungo nascosto questa evidenza, grazie all’esumazione necrofila degli italici luoghi comuni. Ci ha convinti di essere su un altro binario, rispetto al mondo. Tutti! Ed invece ora che il velo è quantomeno strappato, si vede il treno impazzito, che il filosofo tecnologico manager finge di guidare, a testa china sui dati di spread.
Anche le accattivanti lotte di classe, si affidano a lontani paesaggi da perfida Albione. Seppellita e compianta, mentre cornamuse suonano all’ombra di una Stonehenge di vetro ed acciaio. 
Adoriamo una crescita che sembra un miracoloso cinico santo. Partecipiamo a picnic sul limitare di un bosco in fiamme. Frequentiamo il banchetto di una perfida cartomante, che ha i tarocchi truccati, il viso di Belen e la voce di Tina Pica.
Così credo che da qualche parte si debba trovare una soluzione. Inventarla, rubarla, anche sintetizzarla in un vaccino ed inocularla agli appena nati. Il mondo è cambiato, anche per la geodesia. Non sono caduti solo muri, ma anche palazzi, ponti, cattedrali, monumenti. Mick Jagger è un settantenne coetaneo quasi del Cav. Le groupies, allegre nonnine al matrimonio delle nipoti. L’unica trasgressione rimasta è cambiare marca di adesivo alla dentiera. Fumando erba sia inteso, ma solo dopo insulina e diuretico.
Io credo che bisogna provare a cambiare le carte. Tutte. Sperando in un full o almeno un colore. È ovvio che gli errori saranno sovrabbondanti, ma la natura si evolve così. Genera aborti ed evolve mostri. Ma ogni tanto uno viene di una bellezza inaudita. Bisogna tentare ed anche bluffare nelle mani importanti.
Per questo l’occidente mi viene stretto. Ho la necessità di uscire da questa bi-dimensione destra sinistra. Come un quadrato di Flatlandia, voglio provare ad alzare lo sguardo, per quanto riesco, da questo deserto piano e provare a scorgere le sfere di Spacelandia. Che non dubito esistano. Voglio abbandonare gli spalti di questa arena. Mi ha stancato questo wresting tra nani e gnomi. Non hanno altezza e sangue e sudore. Solo patetica foga, di salire ognuno sulle spalle dell’altro per sembrare giganti. Voglio vedere generare una generazione, che torni ad avere cognizione di anima. Ed adesso che ho appreso, grazie al mio IPAD, che “l’anima non esiste! c’è ma non esiste! [*]”, mi rifugio perplesso in un posto nascosto e meraviglioso.
[*] cit. Giuseppe Genna sulla sua pagina FB
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