Delirio Nove

Pubblicato: 2 ottobre 2013 in Delirii
L’uomo, la panchina, il tempo che corre. Tutte figure analogiche di questo universo.
L’uomo ha la mia faccia, la mia età, la mia corporatura ed i miei personali documenti di identità. Potrebbe essere me, se abitassi questo tempo e sedessi su quella panchina. Se trovassi utile abitare questo tempo e sedere su quella panchina.
L’uomo pensa all’evoluzione del suo tempo. Stringe in mano una edizione economica di Siddharta.
Ha appreso il segreto del fiume. Ovunque nello spazio, vive solo presente. Fluisce immobile nel tempo, detestando fermarsi nello spazio.
Per questo non mi riconosco in questo tempo corrente. E non posso sedermi su quella panchina, non potendo occupare l’intero universo, per evitare il futuro. Per cancellare il passato.
Ma rimango così, non visto, a guardar trascorrere infinitesimi di presente. Invidiando futuri che purtroppo ho vissuto. Denigrando passati che ho immaginato. Per i quali ho chiesto scusa e ricevuto il perdono.
L’uomo, la panchina, il tempo che corre. Figure digitali di un altro universo. Che esiste o svanisce sulla riva di un fiume e nel suo eterno presente.
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